Terzo settore e fase due, Morelli (Mcl) “Ardito parlare di rilancio”

“In questi giorni c’è stata la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del DPCM “Rilancio”, tanto atteso quanto tormentato nella sua fase di realizzazione. Dal nostro punto di vista parlare di rilancio riferendosi al terzo settore, e alle APS in particolare, è un espressione un po’ ardita, anche se a onor del vero, questo Governo si pone sulla scia di quelli di destra e di sinistra che lo hanno preceduto”.

E’ la presa di posizione di Umberto Morelli, presidente di Mcl (Movimento Cristiano Lavoratori) Piacenza. “Non che ci aspettasse chissà che cosa – continua Morelli -, ma dobbiamo rilevare che la maggior attenzione al nostro settore arriva fortunatamente anche in questi giorni dalle Amministrazioni Locali. A dire il vero chiunque fa il dirigente del nostro Movimento sa che è necessario un confronto continuo con Quartieri, per chi ce li ha, Comuni, Province (entità quasi mitologica che nonostante la riforma continua in tante zone tranquillamente ad esistere) e Regioni”.

“Il presidente Costalli – dice Morelli – recentemente annovera fra i principali dispiaceri di questo periodo il non aver potuto realizzare l’Assemblea degli Amministratori Locali del Movimento, convocata a Roma alla fine di Febbraio. Non si può essere che d’accordo, anche perchè il numero e la qualità di quelli che avrebbero partecipato sarebbe stata un’occasione fondamentale di crescita per il Movimento. A nostro parere le associazioni di promozione sociale avevano e hanno una funzione che riguardo alla formazione cittadina anticipa quella degli altri corpi intermedi. Sarebbe interessante sapere quanti di quegli amministratori vicini a noi di cui sopra hanno cominciato la loro esperienza nel sociale, che poi li ha portati all’impegno politico, vivendo a 360 gradi la vita di un nostro circolo. Concetti come quello della democrazia interna, di capacità di ascolto e di conseguente sintesi tra le varie esigenze che si possono manifestare, necessità di assumersi delle responsabilità, qualche volta con rischi notevoli, molto probabilmente sono stati appresi e vissuti all’interno della vita dei nostri circoli”.

“Il movimento è questo, lo Statuto nei suoi primi articoli è chiarissimo su quello che siamo e che aspiriamo ad essere e non sarebbe male, e lo dico prima di tutto a me stesso, che ogni dirigente ogni tanto ci desse un’ occhiata, sopratutto rispetto agli articoli fondanti, a quelli che definiscono la nostra identità, a quelli che non sono soggetti a interpretazioni ma solo ad una applicazione il più fedele possibile. Questo è il nostro tratto distintivo: è questo che ci permette di essere riconosciuti, “annusati”anche all’esterno, soprattutto da chi deve legiferare e amministrare. Durante la pandemia del covid-19, con la totale chiusura di tutte le attività per cui anche quelle dei circoli delle APS e degli ETS, le quali seppur non considerate nei vari DPCM si sono quanto mai convertite con rapidità attraverso iniziative di solidarietà verso la nostra comunità alquanto martoriata, dando evidenti segnali di reazione verso una ripresa sociale al momento alquanto problematica. Mcl deve solo ringraziare i suoi servizi, la professionalità e la generosità con le quali a tutti i livelli si fa assistenza a chi la chiede. Ma i servizi da soli non bastano, sono strumenti del movimento come dice in maniera chiarissima il nostro statuto”.

“Il movimento – evidenzia Morelli – deve essere principalmente altro, deve elaborare strategie, indicare soluzioni ai problemi, creare cittadinanza attiva, contribuire in ultima analisi a costituire uno spirito di comunità. Il riferimento è la dottrina sociale della Chiesa, è il contributo dei laici affinchè possono applicarsi i principi che la ispirano alla vita di tutti i giorni. Desidero ripeterlo ancora una volta, non è soltanto una scelta di principio, la nostra forza sta principalmente nell’originalità del nostro contributo. Tutto il resto serve, è assolutamente utile, ma rimane un mezzo da non confondersi mai per definizione, con il fine. Tutto questo porta e porterà a risultati concreti perchè inevitabilmente chi legifera e amministra ne dovrà tenere conto, e questo avverrà tanto più se sarà percepito come utile ai propri interessi, stavolta intesi in senso positivo, in quanto contributo alla costruzione del bene comune”.

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