Quantcast

“Val Trebbia, puntare sui turisti emiliano romagnoli: ma servono misure di sostegno”

Più informazioni su

Pubblichiamo l’intervento di Michele Maschi, consigliere Comunale del gruppo “Noi per Rivergaro” sull’impatto economico che avrà l’emergenza coronavirus sull’indotto del turismo in Valtrebbia e su eventuali misure d’intervento per sostenere il settore

– – – –

Purtroppo l’emergenza Coronavirus, oltre ad aver portato tanta sofferenza, ha modificato notevolemente per molti cittadini italiani quelle che prima erano da considerarsi abitudini, consuetudini. Tra queste vi è il modo di trascorrere il proprio tempo libero, di fare sport e di viaggiare per interesse ludico e culturale: infatti le limitazioni introdotte per il contenimento dei rischi di contagio hanno di fatto limitato gli spostamenti degli italiani ed in particolar modo per quelli emiliano-romagnoli e lombardi.

Nell’ottica di un’uscita dalla Fase 2, la situazione attuale rende presumibile che anche nei prossimi mesi i criteri di natura territoriale delle limitazioni allo spostamento, posano essere mantenuti in forte risalto tra i vincoli delle future Direttive. È verosimile, quindi, lo scenario di un’estate durante la quale gli spostamenti saranno limitati entro i propri confini regionali. Questo fattore sarà molto incisivo sull’economia del nostro territorio. È noto infatti quanto la Valtrebbia abbia un forte richiamo turistico per il bacino lombardo, in particolare del lodigiano e del cremonese. È altresì comprensibile che la perdita di questo flusso di turisti, determinato dalle limitazioni agli spostamenti entro i propri confini regionali, provocherà inevitabilmente una perdita incalcolabile per l’intero indotto legato al turismo di valle, composto da tanti settori (enogastronomico, ricettivo, commerciale, servizi, immobiliare, ecc…). Scotto che abbiamo già riscontrato con il lockdown della fase 1, che ha mandato in fumo i flussi primaverili.

Questo significherebbe una perdita incalcolabile sia in termine di profitto che di occupazione. Tuttavia rilevo che se, come detto, le limitazioni agli spostamenti ci faranno perdere quei bacini che stanno fuori dai nostri confini regionali (lombardi in primis) al tempo stesso potrebbero offrire l’occasione per coinvolgere i turisti emiliano romagnoli, i quali, anch’essi, dovranno rispettare il limite di spostamento entro i propri confini: questi, infatti, potrebbero prendere in considerazione di trascorre il proprio tempo libero e ferie anche nella nostra valle, andando così a colmare quel vuoto prima pronosticato. Ritengo perciò necessario affrontare alcune condizioni che già da tempo si sono dimostrate essere punti critici per il turismo fluviale in Valtrebbia; ne cito alcune con le le mie personali riflessioni a riguardo:

– Balneabilità delle acque: per alcuni tratti del nostro fiume la balneazione non è consentita a causa del livello di inquinanti di origine antropica (batteri fecali, ecc.) pericolosi per la salute, che in alcuni mesi dell’anno, soprattutto in estate, fan sì che venga vietato l’ingresso in acqua. Perciò trovo opportuno intervenire per verificare se gli attuali impianti di depurazione siano dimensionati correttamente ed eventualmente integrarli con tecnologie ed accorgimenti che permettano il raggiungimento di livelli sostenibli di inquinanti contenuti negli sversamenti.

– Deficit di infrastrutture: andrebbero adeguati parcheggi, accessi ai lidi, bagni e servizi igienici dove mancano, e potenziarli laddove siano presenti.

– Aumento del personale per il controllo – consentire esclusivamente una fruizione ecosostenibile della valle e perseguire i trasgressori delle norme per il rispetto dell’ambiente: per far questo occorrono più agenti con una migliore dotazione tecnologica.

– Sistema di rete tra i Comuni della val Trebbia – creare progetti di incoming con una cabina di regia unica, che si affidi però a professionisti del settore della promozione territoriale che sanno creare progetti efficaci allo scopo perchè, purtroppo e troppo spesso, le scarse risorse e le capacità limitate a disposizione dei singoli Comuni (ad esclusione di Bobbio, va detto) hanno prodotto risultati mediocri.

– Servono più risorse economiche per il turismo da parte della Regione Emilia Romagna: la Sede bolognese deve investire di più per Piacenza, provincia emiliana che ha pagato più di tutte in termini economici e di decessi l’emergenza Coronavirus.

Pertanto invito l’Amministrazione Comunale a porre l’opportuna attenzione sull’argomento e ad aprire gli opportuni canali di confronto istituzionali in merito, affinchè addotti interventi atti a incentivare l’interesse degli emiliano romagnoli a far visita nel nostro territorio. Auspico nell’accettazione della presente raccomandazione.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.