Visita Bonaccini, sindaci divisi “Più delle promesse servono le risorse”

A poche ore dallincontro, in Provincia di Piacenza, tra il presidente della Regione Stefano Bonaccini e gli amministratori locali, non tardano ad arrivare le reazioni degli amministratori locali.

Non solo il sindaco di Cortemaggiore – e coordinatore provinciale di Forza Italia – Gabriele Girometta interviene con toni accesi sull’esito del vertice, anche il primo cittadino di Cortemaggiore, Gimmi Distante, che pure si definisce “ottimista”, fa presente che “non sembra che la Regione ne abbia tante, di risorse. Continuiamo a sentire molte promesse, riguardo a fondi in arrivo, anche da parte del Governo. Fino ad adesso però abbiamo ricevuto solo qualche manciata di euro per fare le sanificazioni”.

Romeo Gandolfi, sindaco di Fiorenzuola, osserva che – a proposito di investimenti sulla sanità – “manca la sottoscrizione della Regione allo sblocco dei fondi stanziati dalla conferenza Stato-Regioni da cui dipende la realizzazione dell’ospedale di Piacenza ma anche l’ultimo passaggio per la realizzazione delle sale operatorie di Fiorenzuola, della casa della salute e della scuola di fisioterapia nell’ex municipio”. Patrizia Calza (Gragnano) invece ribatte “non so se qualche Sindaco sia stato deluso. Certamente non quelli che hanno parlato. E chi non l’ha fatto ha perso un’occasione. Mi auguro che gli incontri con il Presidente della Regione e con gli assessori regionali, favoriti anche dall’utilizzo della modalità da remoto, siano sempre più frequenti – sottolinea -. L’incontro di ieri in Provincia non solo è stato un segnale di attenzione alla nostra comunità, ma è stato anche utile per capire come intende muoversi la Regione e su quali direttrici e per confrontarci sui criteri d’azione, per impostare un lavoro comune che ci vedrà impegnati, Istituzioni locali e Regione, nei prossimi anni. La Regione non è un Bancomat, così come non lo è un Comune. Soprattutto il Covid si è abbattuto su tutti e anche su tutti i bilanci anche regionali. Si tratta di far politica: quella bella. Confrontarsi, discutere, decidere sulla base del possibile”.

“Gli investimenti pubblici possono rappresentare una forma di sostegno per il passaggio dalla fase 2 alla fase 3, quella della ripresa economica). Piacenza – scrive Alessandro Piva (Podenzano) su Facebook – ha presentato progetti per 236 milioni di euro di cui circa 60 milioni immediatamente cantierabili. Il Presidente è rimasto colpito dalla prontezza di richieste pervenute da Piacenza che sono molto oltre alle disponibilità della Regione Emilia-Romagna, ma ha rassicurato che insieme ai sindaci troverà i criteri per stabilire le priorità. Il sottosegretario Baruffi ha sottolineato che la Giunta della Regione Emilia-Romagna vuole investire attraverso gli enti locali (comuni e province), con modalità e procedure rapide e semplificate. Alle Province di Piacenza e Rimini saranno destinate risorse superiori. E’ intenzione della Giunta Regionale reperire una parte delle risorse finanziarie nell’assestamento di bilancio regionale di luglio. Bonaccini ha detto che dovremo collocare gli investimenti di questa ricognizione nei prossimi 5 anni di programmazione regionale e ha ricordato che per i prossimi 3 anni ci sono già investimenti previsti per 400 milioni di euro nella provincia di Piacenza che hanno già un “nome e cognome”. Ci ha anche invitato però a ragionare sui fondi europei che saranno disponibili sul Green New Deal, per finanziare modelli di sviluppo sostenibile”.

Sull’incontro di ieri sono intervenuti anche i consiglieri regionali piacentini in quota Lega. “Il presidente Bonaccini dice che Piacenza, la più colpita città della nostra Regione dal Coronavirus, è il suo primo pensiero la mattina quando si sveglia, ma noi ci siamo sentiti abbandonati durante l’emergenza”. A dirlo il capogruppo della Lega in consiglio regionale, Matteo Rancan, e la consigliera Valentina Stragliati. “Bonaccini – attaccano i due consiglieri del Carroccio  – è venuto a Piacenza senza portare un soldo, ma i sindaci di questa provincia hanno bisogno di risposte e non di parole. Abbiamo bisogno di fondi per far ripartire il territorio e recuperare il tempo perduto durante il quale abbiamo fronteggiato da soli l’emergenza”.

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