“Vogliamo continuare ad educare bambini, ma la nostra scuola dopo 103 anni rischia di chiudere”

“Andrà tutto bene” è la frase che ci siamo ripetuti come un mantra, in questi mesi di chiusura in attesa di una Fase 2 che, per il mondo della scuola, sembra essere ancora rinviata a data da destinarsi. Un’attesa che rischia di tramutarsi in chiusura definitiva per alcune realtà della scuola paritaria, come si legge nell’appello di Chiara Dieci, Coordinatrice Didattica della scuola dell’Infanzia Paritaria FISM Parrocchiale San Vincenzo De Paoli (San Lazzaro) di Piacenza. una realtà presente sul territorio dal 1917, e cioè da oltre un secolo. 

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“29 maggio 2020…oggi il calendario segna: festa di fine anno! Chiudendo gli occhi immagino l’anfiteatro nell’area verde dietro alla scuola che accoglie i bimbi per lo spettacolo: sento l’emozione e la gioia dei piccoli, gli applausi dei genitori e le parole di don Piero che accompagnano la festa…e poi i leprotti…oggi è il loro giorno, ricevono il diploma con orgoglio mostrando a tutti che sono pronti ad incamminarsi verso la scuola primaria! E noi maestre con lo sguardo seguiamo tutto quello che avviene, stanche, ma felici e fiere del nostro lavoro e dei nostri bambini…” Ma oggi non avverrà nulla di tutto questo…, certo, nessuno, se non il “maledetto virus” ha colpa di questa situazione…Ma…potremo fare altre feste, che altro non sono che la fase finale di un percorso educativo, potremo continuare a crescere, accompagnare ed educare i nostri bambini?

Sono Chiara Dieci, Coordinatrice Didattica della scuola dell’Infanzia Paritaria FISM Parrocchiale San Vincenzo De Paoli (San Lazzaro) e…sono molto preoccupata perché la sussistenza della mia scuola, come quella di altre scuole paritarie, è a rischio. La nostra scuola accoglie 90 bambini (prevalentemente del Quartiere San Lazzaro ma non solo) ed ha 9 dipendenti, è presente sul territorio dal 1917, più di 100 anni, inizialmente gestita dalle Suore e in seguito dalla Parrocchia di San Lazzaro e San Vincenzo de’ Paoli; è stata fondata per aiutare le famiglie lavoratrici del quartiere, e mantiene questa finalità tutt’oggi, non è certamente una scuola di élite e senza fini di lucro.

E’ una scuola Paritaria, ovvero secondo la legge 62 del 2000 (comma 7 art. 1), svolge un servizio pubblico ed è inserita nel sistema nazionale di istruzione ha pertanto gli stessi obblighi delle scuole statali (titoli di studio delle docenti, corsi di formazione, normative sicurezza…etc etc) Riceve però ahimè fra Stato e Regioni un finanziamento che non è sufficiente a mantenerla in vita, per questo basa la sua sussistenza sulle rette che i genitori pagano mensilmente per dieci mesi (da settembre a giugno) ma che coprono le spese per 12 mesi. I costi di un bambino alla scuola statale ammontano a 7000 euro/bambino mentre i contributi che Stato e Regioni danno alle nostre Scuole ammontano a euro 800/bambino, pensate quindi che risparmio per lo stato!

Eppure…Già in situazioni non di emergenza la sopravvivenza di scuole come la nostra è faticoso (sarebbe sufficiente consultare il bilancio annuale che è esposto pubblicamente a scuola), in questo momento di “sospensione” del servizio, ormai da 90 giorni con personale in cassa integrazione, rette diminuite e riscosse in parte, la situazione si mostra sempre più difficile. Aumenta la nostra preoccupazione la mancanza o la nebulosità delle notizie e delle indicazioni per la riapertura a settembre. Le restrizioni numeriche renderebbero difficile (in alcuni casi impossibile) la riapertura: il cambiamento del rapporto numerico fra insegnante e bambino dimezzerebbe il numero dei bambini che la scuola potrebbe accogliere, comportando la mancata sostenibilità della scuola stessa.

Sul territorio Piacentino le scuole, Fism e non, accolgono circa 2000 bambini ed hanno 200 dipendenti…pensiamo quindi, in caso di mancata riapertura o dimezzamento delle nostre scuole a quanti bambini rimarrebbero a casa ed a quante persone perderebbero il lavoro. Noi vogliamo continuare ad accogliere, crescere ed educare bambini e speriamo di continuare a farlo. Ma abbiamo certamente bisogno di aiuto.

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