“Gli agriturismi pur tra mille difficoltà guardano con speranza all’apertura con le altre regioni”

“Il tre giugno è una data fondamentale per la ripartenza degli agriturismi piacentini, perché oltre il 60% dei clienti provengono da province vicino alla nostra, ma ubicate in regioni differenti, in particolare la Lombardia”.

Commenta così l’attuale situazione dell’ospitalità rurale nella nostra provincia Valentina Milioto responsabile dell’associazione Donne in Campo-Cia di Piacenza. “Inutile ribadire che la chiusura di questi mesi ha pesantemente condizionato l’economia delle aziende agricole di collina e montagna per le quali gli agriturismi sono parte essenziale per l’integrazione del reddito aziendale. E’ ben noto che quelle del piacentino sono strutture collocate per lo più in località di campagna o montagna; parliamo di agriturismi “autentici” ovvero quelli aperti ad integrazione e non sostituzione della primaria attività imprenditoriale agricola; per questo la loro presenza è un essenziale presidio nei territori svantaggiati e sono i custodi di un importante patrimonio di valori e tradizioni tra i più rappresentativi del nostro Paese, grazie a operatori che fanno impresa puntando sulla tutela e la promozione dell’agricoltura e dell’agroalimentare Made in Italy”.

“Non a caso, sovente, una parte degli agriturismi sono anche fattorie didattiche che con l’arrivo dell’estate, ospitano, da sempre, bambini e ragazzi, dando un supporto concreto a tante famiglie. Impastare formaggi e camminare in aperta campagna, sporcarsi le mani di terra e raccoglierne i frutti, dare da mangiare ai conigli e fare esperienza della vita in fattoria: sono queste solo alcune delle attività educative che possiamo offrire”. “Ora – puntualizza la responsabile di Donne in campo- è assolutamente necessario che si intervenga con provvedimenti ad hoc che garantiscano il ristoro dei danni causati dal fermo di questi due mesi, coincisi con il pieno della stagione primaverile e delle festività pasquali, che registrano tradizionalmente uno dei picchi delle prenotazioni. Servono buoni per le famiglie da spendere nelle nostre strutture, incentivi fiscali, sotto forma di detrazione dall’imposta lorda, delle spese di alloggio e ristorazione. E ancora va agevolata la presenza degli under 14 in centri estivi presso le fattorie didattiche”.

“Dobbiamo ripartire con delle sicurezze – ribadisce -; i nostri agriturismi si sono adeguatamente attrezzati per ottemperare a tutte le norme; inoltre la possibilità che hanno di poter contare su magnifici spazi aperti ed attrezzati, è ulteriore garanzia di poter assicurare adeguate norme di distanziamento, anche se ora per i nuclei familiari ci sono meno restrizioni. Finalmente è caduto il vincolo regionale ed ora attendiamo con fiducia il ritorno dei nostri ospiti milanesi, bresciani, cremonesi, oltre che, ovviamente, quelli della nostra provincia. Oggi più che mai nei nostri agriturismi potranno riprendersi spazi ed attività prima precluse e poter contare, come sempre su un’eno-gastronomia di qualità, insomma di una qualità di vita che è stata preclusa per mesi e di cui oggi tutti sentono la necessità di riappropriarsi”.

“In più – conclude – dove sono attive le fattorie didattiche, i giovanissimi ed i ragazzi, possono tornare ad apprendere il giusto contatto con la natura che il Covid-19 aveva precluso, grazie anche ai protocolli di sicurezza che ogni azienda ha tempestivamente attivato”.

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