Il Piacenza “realista” di Pighi “Budget dimezzato e piano triennale. Un mese fa iscrizione a rischio”

Budget dimezzato, piano triennale, l’obiettivo di attirare investitori anche tra aziende medio – piccole, promuovendo un azionariato imprenditoriale. Il Piacenza Calcio, chiusa l’era Gatti con il passaggio delle quote a Roberto Pighi, riparte da qui.

Conferenza stampa Pighi Piacenza calcio

Il rischio forte, ha spiegato in conferenza stampa il direttore generale Marco Scianò, a sua volta tra i nuovi soci con una quota pari al 2%, è che la città restasse senza la propria squadra di calcio. “Stiamo attraversando un periodo devastante per l’economia – sottolinea Scianò -. Solo il senso di responsabilità delle persone sedute attorno a questo tavolo consente a Piacenza e alle famiglie del settore giovanile di avere ancora il Piacenza Calcio. Noi siamo qui per un istinto di vita, più che di sopravvivenza”. La parola passa poi al presidente uscente Marco Gatti. “Questa (di lasciare la guida della società, ndr) era una decisione già presa da parecchio, ringrazio Roberto della sua disponibilità. Fino a quando sarà proprietario del Piacenza noi saremo al suo fianco come sponsor. Sono stati anni intensi, abbiamo fatto quello che avevamo promesso: abbiamo riportato questa gloriosa società al professionismo e siamo andati oltre, meritavamo di andare in serie B. Lasciamo una società pulita, libera da ogni debito. Ringrazio tutti, gli sponsor, tutti gli allenatori, staff tecnico, soprattutto Arnaldo Franzini – qui la voce di Gatti inizia a rompersi, in preda alla commozione – che è più che altro un amico, i tifosi che ci hanno voluto bene”.

“Ripeto, avevo già preso questa decisione, penso sia giusto così. Ci deve essere inizio e anche fine. Sono contento di aver dato continuità a questa società. Essere presidente per tanti anni non è un gioco: i soldi vanno e vengono, ma non ci si rende conto dell’impegno richiesto dal punto di vista personale, fisico, nervoso soprattutto se una persona lo fa con amore. Lo scorso anno non è stato possibile mettere la ciliegina sulla torta, non ce lo hanno permesso. Se fossimo andati in serie B noi saremmo qui e avremmo iniziato un nuovo programma triennale. Dopo la partita di Trapani il presidente di una società importante mi ha detto che non era il nostro momento, non ci è stato permesso di salire (in serie B, ndr)”. “La vicenda di Cacia ha influito? “Si. Il clima che si era creato, la gente si era messa in testa che dovevamo fare di più, la gente non ha capito che i tifosi e i dirigenti seguono una passione, ma gli attori – i giocatori – lo fanno a scopo di lucro. Essere sminuito davanti a un giocatore mi ha dato fastidio”

Pighi Piacenza Calcio

“Non ho mai parlato con Gatti di cessione di quote, mai ricevuto una pressione o richiesta legata alla nostra amicizia – prende la parola il neo presidente Roberto Pighi -. Il merito di questo incredibile viaggio, partito dal rischio di non iscriversi al campionato che era alto non più tardi di un mese fa, è dovuto al direttore generale. Ogni giorno, mattone dopo mattone, è stato costruito un progetto che inizialmente mi sembrava difficilmente percorribile, ma poi ha fatto emergere una serie di passaggi molto solidi, molto seri. Non è trascorso un giorno o una settimana, ma 3-4 mesi, fino a quando non sono stato in grado di leggere questo progetto, di confrontarlo e a mio avviso, nonostante ci sia una marginalità di errore, posso dire che questa non è un’avventura vuoto e ci porterà ad avere il bilancio quasi vicino alla auto sostenibilità, e non è sempre stato così”.

“Questo progetto ha un budget del 50 per cento in meno e puntiamo a promuovere una sorta di azionariato imprenditoriale” sottolinea Pighi. Il modello è quello del Cesena, che ha visto l’ingresso di diversi imprenditori, con l’acquisto di piccole quote. Alcune adesioni sono già arrivate, come quella di Polenghi e Artigiana Farnese. L’obiettivo di convincere il tessuto imprenditoriale piacentino di tutelare un patrimonio comune come la squadra biancorossa, mantenendo sana la società. E’ davvero l’unico modello vincente che possiamo attuare a Piacenza, altrimenti saremo sempre pieni di meteore, di personaggi strani, saremo pieni di gente che non può dare garanzie di continuità. Quindi – conclude Pighi – sarà per me un anno di grande impegno professionale, nel trasformare le parole in fatti. Mi sento di essere sulla nave che parte bene, che parte spinta da motivazioni di orgoglio, di responsabilità, di voglia di fare”.

Di Battista Piacenza Calcio

Presentato anche il nuovo direttore sportivo, Simone di Battista, in arrivo dal Fiorenzuola. “Sono contento che mi sia stata data questa opportunità, che mi gratifica molto – ha detto – ringrazio Scianò e Pighi. La mia idea di calcio è propositiva, spumeggiante. È il modo che preferisco, e voglio portare anche qui. Il progetto che è stato presentato oggi è come avere a disposizione una bellissima casa che va arredata. Sento, in questo percorso, di avere una responsabilità importante”.

Alla fine della conferenza stampa si è tenuto, all’esterno della sala stampa del Garilli, l’incontro tra tifosi e il nuovo presidente e direttore sportivo, accolti da un applauso.

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