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Matteo Corradini: l’incontro con gli studenti del Volta per viaggiare con la fantasia foto

Nelle giornate del 3 e del 4 giugno, gli studenti delle classi quarte del liceo Alessandro Volta di Castel San Giovanni (4^A, 4^B, 4^E e 4^H) hanno avuto l’onore e l’opportunità di prendere parte ad alcuni incontri online con lo scrittore ed ebraista italiano Matteo Corradini.

Grazie a questa modalità, mediante una presentazione multimediale accuratamente realizzata sfruttando numerose foto, è stato possibile organizzare ed assistere ad una vera e propria “gita virtuale” al campo di concentramento di Terezin; tutto questo perché, a causa del Covid-19, la visita – precedentemente programmata – è stata annullata, nella speranza di poterla riproporre in futuro, quando non ci sarà più alcun pericolo. Infatti, è come se gli alunni fossero stati catapultati in un nuovo mondo, quasi come se avessero avuto la possibilità di viaggiare con la fantasia. Gli interventi sono stati incentrati sulla leggenda del Golem e sull’importanza delle parole (tanto che questo personaggio aveva inciso sulla sua fronte il termine “Emet”, che significa “verità”), sul valore che hanno i sassi posizionati sulle tombe del cimitero ebraico, sul concetto di “Shoah” e sul significato della stella gialla a sei punte che erano costretti a portare sul corpo tutti gli Ebrei, per poter essere riconosciuti. Inoltre, una seconda parte del discorso si è soffermata su quanto sia rilevante mantenere e difendere l’identità del Paese in cui si è nati, che è insita in ognuno di noi: quando veniamo insultati per la nostra provenienza, ci troviamo in seria difficoltà e non sappiamo come difenderci.

“Musica, arte e letteratura sono cose che ci tengono in vita” ha affermato Matteo Corradini, facendo riferimento alla nostra società e ai “contatti” che possiamo trovare e mantenere con il passato, per ricordare tutto ciò che è stato e che non deve verificarsi nuovamente. Infatti, dobbiamo sempre voltarci e guardare cosa è accaduto dietro alle nostre spalle, imparare dall’orrore di tutto ciò che è successo, per pensare al presente e migliorare il nostro futuro. Inoltre, è importante sottolineare il legame tra Corradini e il liceo Volta: lo scrittore aveva frequentato l’indirizzo scientifico sperimentale proprio in questo istituto. L’ebraista ha molti piacevoli ricordi relativi a questa scuola, soprattutto per aver stretto amicizia con alcune persone meravigliose con cui è rimasto in contatto, ed è convinto nell’affermare che, se dovesse tornare indietro, rifarebbe comunque tale scelta scolastica: ritiene che il liceo scientifico gli abbia dato una preparazione molto completa e fornito una solidissima preparazione sulle materie umanistiche, quindi era l’indirizzo giusto per chiunque fosse indeciso sul proprio futuro lavorativo. Sono impresse nella sua memoria anche le figure di tre suoi professori, particolarmente stimati, ancora attualmente in servizio all’interno del liceo Volta: Lucia Falconetti, Enrico Maria Gliozzi e Maria Luisa Mori.

Ai tempi delle superiori amava scrivere ed era già innata in lui la passione per la lettura e, successivamente, tutto questo si è trasformato nella sua principale occupazione; inoltre, non dimenticherà mai quel giorno in cui, quando frequentava la classe quinta al liceo, aveva avuto l’opportunità di vedere il film “Schindler’s List” che lo aveva profondamente segnato, facendolo appassionare alla storia e al mondo ebraico. Infatti, per lui è stato un immenso piacere avere la possibilità di curare l’edizione del “Diario” di Anne Frank per la casa editrice “Rizzoli”.

Vittoria Prazzoli

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