Morelli (Mcl) “Per la ripartenza del Paese serve coesione sociale”

Più informazioni su

“C’è un bene immateriale e prezioso, necessario per una reale ripartenza del nostro Paese: la coesione sociale”.

Così Umberto Morelli, presidente provinciale di Mcl Piacenza (Movimento Cristiano Lavoratori), interviene a proposito della delicata fase due post emergenza sanitaria. “Si tratta – afferma – di un bene molto spesso dato per scontato, talvolta avversato, eppure rappresenta una risorsa fondamentale per il destino di tutti noi. Questi ultimi e travagliati mesi sono stati difficili, dolorosi e per molti drammatici ma siamo riusciti a non deragliare grazie ad una sostanziale pace sociale che ha permesso di vivere in modo responsabile anche le decisioni più controversie e gravose. Dobbiamo chiederci, all’inizio della”fase 2″, quanto ancora la coesione sociale, che della pace è un presupposto, riuscirà a resistere e dove potremo trovare le risorse per ravvivarla. Ci sono parecchi segnali che inducono a pensare che dovremmo porre più attenzione al clima della nostra società, troppo spesso dato per scontato, perchè, a fronte di tanti slanci di generosità e eroismo, l’aria si fa sempre più tesa. Il lockdown, i timori per il contagio, le polemiche, le regole contraddittorie ed estemporanee hanno esasperato la gente. Le restrizioni alla nostra libertà, prese con eccessiva faciloneria, il riemergere di figure che appartengono a buie pagine della storia umana come sabotatori – su cui scaricare le colpe – e i delatori – assunti a paladini della democrazia – sono alcuni dei segnali inquietanti che inducono a pensare che assieme ad un rilancio della nostra economia, sia necessario un rilancio sociale”.

“Affinchè – continua Morelli – il nostro Paese possa affrontare i prossimi mesi che ci vedranno convivere con il virus e in cui dovremo trovare risposta ai problemi aggravati o generati dalla pandemia, occorre che i corpi intermedi possano pienamente e liberamente rispondere alla loro vocazione; anche se fino a oggi sono stati snobbati o usati come stampelle a causa di un progetto ideologico ben radicato che fa della disintermediazione la sua bandiera. Il terzo settore, con la sua nuova normativa, potrà, anzi dovrà, svolgere un ruolo da protagonista nel rilancio del nostro Paese; si tratta di un occasione storica, perchè se qualcosa è chiaro è che la centralità del territorio, la vicinanza ai cittadini e alle loro fragilità, la capacità e l’inventiva di rispondere ai loro bisogni sono fattori cruciali. Fattori che caratterizzano la storia e la presenza del Movimento Cristiano Lavoratori che attraverso i suoi circoli, i suoi servizi, attraverso le sue opere raggiunge e intercetta esigenze sempre nuove, solitudini dimenticate, ravvivando i territori e facendo una vera coesione sociale”.

“Il compito che ci attende è arduo – la considerazione finale -, richiede un approfondimento della riforma del terzo settore che non è semplicemente un insieme di norme da seguire, ma sopratutto una serie di opportunità da cogliere per crescere ancora di più. Sono sfide importanti e affascinanti che ci vedranno protagonisti per il rilancio del nostro Paese a cui il nostro movimento vuole partecipare da protagonista”.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.