Nel 2019 a Piacenza 10mila infrazioni su strada e 35mila punti decurtati, in calo rispetto al 2018

Reati su strada a Piacenza: nel 2019 registrate 10.064 infrazioni e decurtati 35.766 punti dalla patente.

E’ il dato che emerge dal report dell’Osservatorio per l’educazione alla sicurezza stradale dell’Emilia Romagna (su dati forniti dal Ministero Infrastrutture e Trasporti), in cui si fotografa la situazione relativa all’insieme delle violazioni su strada negli ultimi anni in Regione. In linea col resto delle province, rispetto al 2018 a Piacenza si registrano numeri in calo sia per quanto riguarda le infrazioni totali (erano state 12.087) che i punti totali decurtati (in questo caso erano stati 43.988).

Entrando nel dettaglio, secondo l’Osservatorio la principale violazione delle norme stradali nel nostro territorio si conferma quella relativa al superamento dei limiti di velocità (in tutto 5.807 con 17.593 punti nominali decurtati). Rispetto al 2018 – quando erano state in tutto 5700 – si è verificato quindi un incremento delle violazioni, nonchè dei punti sottratti (erano stati 17.295). Subito dopo coloro che hanno premuto un po’ troppo il pedale sull’acceleratore, i più puniti nel 2019 sono stati quelli che non si sono fermati col semaforo rosso, o hanno compiuto altre violazioni della segnaletica stradale (ad eccezione dei segnali di divieto di sosta e di fermata). In questo frangente le infrazioni sono state 1.716 con 6.518 punti nominali tolti. Al terzo posto di questa speciale classifica, ci sono le infrazioni relative al mancato allacciamento delle cinture del conducente e/o trasportato minorenne; o mancato uso dei seggiolini per bambini. “Un dato sorprendente – commenta l’Osservatorio – con 600 infrazioni e 3.125 punti nominali decurtati“.

Tra gli altri comportamenti scorretti più puniti nel 2019, seguono l’uso di cuffie o apparecchi radiotelefonici durante la guida (o mancato utilizzo delle lenti se prescritte) con 584 infrazioni e 2.995 punti nominali decurtati; quindi la sosta nelle corsie riservate agli autobus; o sosta e fermata negli spazi riservati a veicoli per persone invalide o in corrispondenza di rampe, scivoli o corridoi di transito; sosta negli spazi riservati alla fermata degli autobus o dei taxi. In questo caso sono state registrate 292 infrazioni e 602 punti nominali decurtati. “Da sottolineare – si legge nel report – che 40 sono state le infrazioni per chi ha circolato con tasso alcolemico superiore a quanto previsto dal CdS (art. 186), dimostrando che il fenomeno non è stata ancora debellato”.

“Il comportamento umano errato e voluto è la causa dell’incidentalità – la considerazione finale -. Si mette a rischio la propria e l’altrui vita e non si ha rispetto nemmeno per quella dei bambini, rimanendo incomprensibile, tra le altre infrazioni, quella relativa al mancato allacciamento delle cinture di sicurezza e di ritenuta per i piccoli dopo oltre trent’anni dall’approvazione della legge. La strada è lo specchio dell’agire umano di un determinato periodo storico. Le criticità attestate dal quadro delle infrazioni del 2019, temiamo possano aumentare, visto il maggior livello di disagio sociale che sta iniziando a manifestarsi dopo il lock-down. Atteggiamenti di bullismo e di road-rage, rabbia e aggressività sulla strada erano già presenti in modo preoccupante prima della pandemia, ma abbinati alle maggiori preoccupazioni del periodo attuale, temiamo possano avere una crescita esponenziale. L’incidentalità non è una fatalità, ma una conseguenza dell’agire umano. La “vision zero” dipende da ciascuno di noi, perché l’incidente non è quasi mai una fatalità, ma una conseguenza di un comportamento umano non corretto e non rispettoso delle norme del Codice della Strada”.

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