“Troppi assembramenti nei locali pubblici”, il sindaco vara l’ordinanza anti-movida

Aveva detto di averla già pronta, ma di non essere intenzionata ad usarla. Evidentemente alcuni comportamenti non consoni alla situazione, in una città che piange quasi mille vittime del coronavirus, devono aver spinto il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri, ad adottare un’ordinanza più stringente per i titolari ed avventori di pubblici esercizi in orario serale.

Divertimento sì, ma in sicurezza. Ecco quindi le nuove disposizioni, che hanno validità già da stasera primo giugno fino alla fine del mese, nel fine settimana (venerdì compreso) e nei prefestivi, pena sanzioni che vanno dai 300 ai 4mila euro. Cosa prevede l’ordinanza? E’ vietata la vendita per asporto di bevande alcoliche, di qualsiasi gradazione, in qualsiasi contenitore e di qualsiasi bevanda analcolica in contenitori di vetro, dalle ore 20 alle ore 7 da parte degli esercizi di commercio al dettaglio in sede fissa e su area pubblica, attività artigianali, distributori automatici e pubblici esercizi, che siano autorizzati alla somministrazione in loco di alcool e bevande, così come è vietata la diffusione sonora in qualsiasi forma nei dehors ed all’esterno dei pubblici esercizi di tutto il territorio comunale, rimanendo possibile la stessa esclusivamente all’interno dei locali e come diffusione di sottofondo musicale non generato da musica dal vivo. Gli esercizi commerciali al dettaglio destinati alla vendita di alimentari, anche nelle forme del minimarket, dovranno osservare la chiusura dalle ore 20 alle ore 7.

Rimane consentita, nel rispetto delle misure di sicurezza attualmente vigenti, la consumazione di bevande analcoliche e alcoliche di qualsiasi gradazione esclusivamente all’interno dei pubblici esercizi e all’esterno dei medesimi nelle aree in concessione e private di loro pertinenza, esclusivamente con servizio al tavolo. E’, quindi, vietato il consumo ambulante, nella fasce orarie indicate, di bevande alcoliche (di qualsiasi gradazione) e/o analcoliche in recipienti di vetro.

Provvedimenti assunti, perché – lo ricordiamo – la Città di Piacenza è risultata particolarmente colpita dall’aggressività del virus COVID-19 con conseguente necessità di un maggiore presidio anche nella individuazione di misure preventive finalizzate ad impedirne il ritorno che determinerebbe conseguenze fortemente negative per la salute della popolazione ed il regolare svolgimento delle attività sociali ed economiche, e “le attività commerciali e di somministrazione di alimenti e bevande devono essere esercitate nel rispetto delle misure di sicurezza e che gli assembramenti di persone sono vietati, in quanto potenziali veicoli di contagio con conseguente rischio di innalzamento della curva di diffusione del virus COVID-19″ – si legge nell’ordinanza.

“A seguito del graduale ritorno all’ordinario svolgimento delle attività commerciali e sociali, in occasione dell’apertura degli esercizi commerciali e dei pubblici esercizi, comprese le attività artigianali con asporto, si sono verificati diffusi fenomeni di assembramento di persone in violazione delle misure di prevenzione COVID-19 adottate a livello nazionale e regionale, sia in tema di rispetto di distanze di sicurezza, sia con riguardo all’uso dei dispositivi di protezione individuale (mascherine), e nella maggior parte dei casi gli assembramenti si sono determinati in prossimità delle aree esterne a pubblici esercizi, attività commerciali e artigianali alimentari, nei quali, tra l’altro, è consentita la vendita da asporto di bevande alcooliche di qualsiasi gradazione, con conseguente consumo in loco delle stesse, sia all’interno che all’esterno”.

“Nonostante gli specifici servizi di controllo da parte della Polizia di Stato, della Polizia Municipale e degli altri organi di controllo, tali fenomeni continuano a registrarsi tanto che durante lo scorso fine settimana numerosi sono stati gli interventi effettuati specie dalla Polizia di Stato nei quali è stato evidenziato il mancato rispetto delle regole di distanziamento interpersonale con conseguenti assembramenti – si legge nell’ordinanza -. Comportamenti che, sono stati accertati non solo nell’area del centro storico della città, maggiormente interessata dalla presenza di pubblici esercizi e attività commerciali e da una concentrazione costante e cospicua di persone, ma anche in luoghi più periferici rispetto al centro cittadino”.

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