Sei carabinieri arrestati e la caserma “Levante” sequestrata. I reati contestati: spaccio, estorsione, tortura

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La caserma dei Carabinieri di via Caccialupo a Piacenza posta sotto sequestro e sei militari arrestati, 5 già in carcere e uno agli arresti domiciliari.

Conferenza stampa carabinieri

Sono questi alcuni dei provvedimenti emessi in seguito all’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Piacenza e che ha portato complessivamente a 12 misure di custodia cautelare in carcere (5 militari dell’Arma, 6 cittadini italiani, un magrebino), 5 misure di custodia cautelare agli arresti domiciliari (un militare dell’Arma, 5 cittadini italiani), 4 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria (3 militari dell’Arma, un finanziere), un obbligo di dimora (sempre per un carabiniere) e una denuncia a piede libera, emessa nei confronti di un cittadino italiano. I reati contestati vanno dallo spaccio, all’estorsione fino alla tortura.

I carabinieri finiti in carcere sono Giuseppe Montella, Salvatore Cappellano, Angelo Esposito, Giacomo Falanga, Daniele Spagnolo. Ai domiciliari il comandante della Levante, maresciallo Marco Orlando. Il maggiore Stefano Bezzeccheri, comandante della compagnia di Piacenza è stato raggiunto dalla misura dell’obbligo di dimora, è accusato solo di abuso d’ufficio. Tutti sono stati sospesi. Nei guai anche un finanziere, Marco Marra, che ha l’obbligo di firma, è accusato di rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio. Angelo Minniti, Giovanni Lenoci e Lorenzo Ferrante, altri tre carabinieri, hanno avuto l’obbligo di firma. I civili finiti in manette sono: Daniele Giardino, Alex Giardino, Simone Giardino, Matteo Giardino (domiciliari), Gherardi Tiziano, Megid Seniguer, Ghormy El Mehedi, Mattia Valente (domiciliari), Clarissa D’Elia (domiciliari), Maria Luisa Cattaneo (domiciliari). “

Il procuratore capo di Piacenza Grazia Pradella, ha presentato la corposa ordinanza di oltre 300 pagine – l’operazione Odysséus – firmata dal Gip Luca Milani, insieme ai due vice Antonio Colonna e Matteo Centini e al comandante delle Fiamme Gialle Daniele Sanapo. Le indagini sono state infatti condotte dalla Guardia di Finanza di Piacenza e da agenti della Polizia Locale di Piacenza; gli episodi contestati partono dal 2017. L’operazione ha visto – per la prima volta – il sequestro dell’immobile che ospita la stazione Levante a Piacenza. Nel corso delle perquisizioni sono stati impegnati anche 3 militari del Ros di Bologna, segno questo – ha sottolineato il procuratore Pradella – della continua collaborazione con la parte sana dell’Arma, che è “composta dalla maggioranza dei carabinieri che compiono ogni giorno il loro lavoro con onestà e lealtà”.

A dare il via agli accertamenti è stato proprio un alto ufficiale dell’Arma, in servizio in un’altra provincia dopo aver operato a Piacenza, per fornire testimonianza in merito a un reato di maltrattamento, in maniera spontanea ha fornito informazioni utili in merito a quanto stava accadendo in via Caccialupo. Gli elementi riferiti in procura dalla polizia locale sono risultati poi essere rispondenti a un’altra indagine, sul mondo dello spaccio, condotta da Matteo Centini, e sono poi confluiti nell’operazione Odysséus.

“Le indagini sono state svolte in poco tempo, circa 6 mesi, i protagonisti sono stati monitorati minuto per minuto con intercettazioni telefoniche e telematiche – ha detto il procuratore -. Questo ha portato all’evidenza di un numero tale di comportamenti criminali che ci ha convinto a procedere anche al sequestro della caserma per futuri ed eventuali accertamenti. Ci troviamo in un territorio duramente colpito dal covid. Tutti gli illeciti più gravi – sottolinea – contestati sono stati commessi in pieno lockdown e con disprezzo delle più elementari regole di cautela imposte dalla presidenza del consiglio”. Della caserma di Piacenza Levante – in via Caccialupo – solo un militare non appare coinvolto nelle indagini, ha detto il procuratore. “Tutti gli altri sono stati raggiunti da misure cautelari. Di questi, 5 sono in carcere”. Ai domiciliari, invece, il comandante della stazione.

“Faccio fatica a definire questi soggetti carabinieri” commenta Pradella.

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