Tre ore di interrogatorio per Montella “E’ abbattuto e affranto, si possono commettere errori”

L’appuntato Montella è parecchio provato e collabora, “è una persona molto affranta e abbattuta”. “Abbiamo fornito risposte a tutto quello che ci è stato richiesto. “.

Solari Novate

Sono le parole dell’avvocato Emanuele Solari, che difende Giuseppe Montella, l’appuntato dei carabinieri al centro dell’indagine della procura di Piacenza, all’uscita dal carcere delle Novate intorno alle 17 e 30. L’interrogatorio di garanzia del carabiniere accusato di essere il regista dei reati commessi all’interno della Caserma Levante sotto sequestro è durato oltre tre ore, ma l’avvocato non ha fornito risposte sul merito, si è limitato a dire che c’è stata “una collaborazione completa”.

“Gli esseri umani possono commettere errori, per ingenuità, per vanità, per tante cose, alcune condotte possono avere rilevanza di reato, altre no, la giustizia deve applicare il codice penale” – ha aggiunto il legale. Che non ha chiarito nemmeno l’episodio dello spacciatore nigeriano che – secondo quanto dichiarato da un altro carabiniere interrogato – non sarebbe stato picchiato ma sarebbe soltanto caduto. Quanto alle feste con le escort, Solari ha detto: “Notizie destituite di fondamento”.

avvocati carcere

Era iniziata presto la seconda giornata di interrogatori di garanzia alle Novate per alcuni dei carabinieri arrestati a Piacenza nell’ambito dell’Operazione Odysseus condotta dalla Procura della Repubblica, che ha portato a scoprire i reati consumati all’interno della Caserma Levante. Al carcere di Piacenza dalla mattinata sono arrivati gli avvocati di alcuni dei militari accusati di abusi e di spaccio all’interno della caserma. Secondo l’indagine, coordinata dal procuratore capo di Piacenza Grazia Pradella con i sostituti Antonio Colonna e Matteo Centini, i carabinieri della stazione Piacenza Levante fin dal 2017 avrebbero messo in piedi un giro di arresti illegali, spaccio di droga, pestaggi ed estorsioni sia a fini economici sia per accrescere il proprio prestigio professionale.

interrogatori Le Novate carcere

Un altro avvocato, Daniele Pancini, ha sostenuto che la foto (vedi sotto) con alcuni carabinieri che mostrano mazzette di banconote si riferirebbe a una vincita al “Gratta e Vinci” risalente al 2016 e reperibile da quell’anno su Facebook: “Quella foto non so in che misura sia collegata alle indagini, e ai fatti per i quali il nostro cliente è chiamato a rispondere. Chiederemo a lui maggiori spiegazioni”.

Alcuni dei carabinieri coinvolti nell'inchiesta

Sempre l’avvocato Pancini ha riferito, al termine dell’interrogatorio del suo assistito, che lo spacciatore di origini nigeriane ritratto insanguinato (foto sotto) dopo l’arresto ”non è stato picchiato, è caduto per terra durante l’inseguimento”.

Pestaggio

Il legale ha aggiunto che il carabiniere suo assistito ”ha risposto alle domande del gip e del pm, si è professato estraneo a ogni violenza e spaccio, ha un tenore di vita normalissimo e non c’è alcun indizio che faccia pensare che fosse dedito ad attività illecite collegate alla droga” ”Il mio assistito ha partecipato a diverse operazioni – ha aggiunto – perché i carabinieri della stazione erano pochi”. In merito al pestaggio dello spacciatore, l’avvocato ha detto che il militare ”ha negato questo addebito, non risulta che questa persona sia stata massacrata, sembra che sia stata una ‘spacconata’ di Montella che ha rilasciato queste dichiarazioni”.

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