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La festa di Pasqua nonostante le restrizioni Covid “coperta” dai colleghi carabinieri

Arresti illegali, per farsi belli e per poter racimolare sostanze stupefacenti, ma anche “totale insofferenza del rispetto delle regole”.

E’ lo spaccato che emerge dall’operazione Odysséus, condotta dalla procura di Piacenza, e che ha visto il coinvolgimento di diversi carabinieri e il sequestro della caserma di via Caccialupo, la cosiddetta “Levante”. Un episodio, citato anche dal procuratore Grazia Pradella, risale a Pasqua quando uno degli indagati – ora agli arresti in carcere – avrebbe organizzato una grigliata a casa sua con una decina di persone, in barba alle restrizioni Covid. Una vicina di casa segnala la cosa proprio al 112, rifiutandosi di dare le proprie generalità e rispondendo all’operatore “Devo dirvelo per forza? Abita un vostro collega lì”.

Viene disposto l’invio di una pattuglia, perché si pensava che la festa fosse in corso presso l’abitazione di un altro collega, che pure abitava in zona. Non appena, però, diventa chiaro che la grigliata è in corso in casa del militare finito agli arresti, questi viene subito rassicurato sul fatto che non verrà steso alcun rapporto. “Comunque non ho scritto niente e non sa un cazzo nessuno” dice, come emerso dalle intercettazioni, il carabiniere in servizio alla Centrale operativa che aveva disposto l’invio della pattuglia. L’arrestato però chiede chiarimenti rispetto alla telefonata: vuole sapere se è arrivata via centralino e di voler sentire la registrazione (le segnalazioni vengono sempre registrate), per capire se fosse veramente la sua vicina di casa. “Voglio sentire la voce, voglio capire un attimo se è la mia vicina, giusto lo sfizio che mi volevo togliere” – dice.

L’audio della telefonata sarà inviato via whatsapp nei giorni successivi sul cellulare del militare ora agli arresti.

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