“La nuova scuola dell’Alta Valtrebbia sorgerà a San Martino. Continuare carotaggi per le acque termali”

Nota del “Comitato Terme e val Trebbia”, a seguito dell’incontro con i sindaci dell’ Unione val Trebbia-Luretta, in cui si è fatto il punto rispetto alla situazione Terme e alla sanità.

“Lo scorso giovedì 8 luglio, nell’incontro tra l’associazione “Comitato Terme e val Trebbia” con i sindaci dell’ Unione Val Trebbia-Luretta abbiamo riaperto il discorso sulle acque termali a Bobbio e sul terreno di S. Martino. La notizia migliore sarebbe stata “riaperto un punto termale”, ma per il momento questa notizia non c’è. Sulle acque termali ci dobbiamo accontentare di un passo più corto. L’Unione ha confermato due documenti, di un anno fa, in cui c’era l’impegno ad effettuare i carotaggi conclusivi su S. Martino ed a chiedere i fondi (20 mila euro) alla Regione. Facendo un bilancio, la conferma dell’impegno è un risultato modesto, dato che è passato un anno e siamo ancora lì. Certo, è stato un anno di campagne elettorali e di Covid, dove tutto si è rallentato e stravolto.

E’ un risultato buono che sindaci e presidente abbiano confermato l’impegno a far chiarezza sulla presenza di acque termali sotto S. Martino come conclusione della precedente indagine. E’ un risultato buono se si pensa che il discorso sulle acque termali oggi è ancora aperto, quando per tutti si era chiuso nel 2016 con il fallimento della società Terme Bobbio Village partner col comune di Bobbio di ripetuti accordi. E’ però un risultato zero, se alle parole non seguono i fatti: cioè interessamento attivo, telefonate, controlli, quello che ogni amministratore fa per raggiungere gli obiettivi a cui tiene.

Inoltre sul terreno di S. Martino, ancora all’asta per 350 mila euro, c’è stata in questo incontro una affermazione notevole sulla sua destinazione d’uso. Il presidente dell’Unione Roberto Pasquali si è dichiarato ufficialmente favorevole ad un utilizzo pubblico, per una scuola antisismica (l’istituto comprensivo dell’Alta Valtrebbia, annunciato dallo stesso Pasquali nelle scorse settimane, ndr). Se avrà seguito un progetto di edificio scolastico o una zona parcheggio-navetta per alleggerire la sosta selvaggia sulla Statale 45, sarà una buona notizia. Questi utilizzi pubblici non escludono il completamento dell’indagine sulla presenza di acque termali. Nel caso di conferma, l’area di 55mila mq di S. Martino è abbastanza vasta da non escludere l’installazione di un punto prelievo-trattamento termale.

Nell’incontro con i sindaci dell’Unione si è anche discusso sulla situazione OsCo di Bobbio. Le rassicurazioni date riguardano per ora l’aumento dei posti di riabilitazione, lunghe degenze e forse anche una piccola chirurgia di emergenza. Se queste saranno le funzioni, la preoccupazione è che si caratterizzi come un polo riabilitativo, funzionale all’intera provincia. Sicuramente utile, ma se l ‘obiettivo è di avere per la val Trebbia un “piccolo ospedale” mancano altre funzioni qualificanti. Poiché per l’alta Val Trebbia, prima Val d’Aveto, alta val Tidone il bisogno è di poter contare nuovamente su di un ospedale, di nome e di fatto, anche se piccolo, saranno necessari altri chiarimenti. Resta anche da valutare l’intreccio tra le prestazioni del presidio ospedaliero di Bobbio con quelle offerte dalla Casa della Salute, di cui ancora non si conoscono gli sviluppi.

Fa piacere sapere i sindaci interpreti del bisogno di una sanità territorialmente ben distribuita: sappiamo però che questo obiettivo alla fine deve fare i conti con la riscrittura del Piano sociosanitario provinciale, da cui dipendono strategie e risorse”.

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