Oggi l’ultimo saluto a Mohamed, morto dopo un tuffo in mare a Riccione

Oggi l’ultimo saluto a Mohamed El Arrafi, morto dopo un tuffo in mare a Riccione.

Il ragazzo, un 19enne  di origine marocchina residente a San Giorgio, era in vacanza nella Riviera Romagnola con degli amici; il 4 luglio mentre faceva il bagno si sarebbe sentito male – secondo quanto riporta Il Resto del Carlino – prima di essere trascinato dalle onde. Quel giorno, infatti, il solitamente placido mare romagnolo era agitato e altri 2 giovani hanno perso la vita. Mohamed grazie al tempestivo intervento di un amico e del bagnino è stato trasportato a riva, dove è stato rianimato e trasportato in ospedale a Rimini. Arrivato in condizioni disperate, è purtroppo deceduto nei giorni scorsi.

Oggi, 10 luglio, si terrà l’ultimo saluto nel centro islamico di Piacenza, per poi procedere all’inumazione nel cimitero di San Giorgio, grazie alla disponibilità dell’amministrazione comunale. Un tema, quello di poter avere a disposizione nei cimiteri comunali spazi per la sepolture di persone di religione musulmana, emerso con prepotenza durante l’emergenza coronavirus, come ricorda Yassine Baradai, direttore del centro islamico piacentino e segretario Ucoii, unione delle comunità islamiche d’Italia.

“Riuscire a trovare una collocazione, all’interno dei cimiteri urbani, per i nostri cari è sempre difficoltoso. Nel caso di Mohamed ci siamo attivati sia presso il Comune di Piacenza sia quello di San Giorgio, dove abbiamo trovato la disponibilità del sindaco – spiega Baradai – a venire incontro alle nostre esigenze. Il tema è stato affrontato a livello nazionale, come Ucoii, durante l’emergenza coronavirus” quindi con l’impossibilità – anche volendo – di trasportare le salme nella terra d’origine, divieto che sussiste ancora. “E’ un tema che riguarda tutti i Comuni in cui risiedono musulmani: la legge prevede il diritto alla sepoltura secondo il proprio credo. Quindi tutte le amministrazioni dovrebbero prevede un’area per le persone di fede musulmana, in terra ovviamente non consacrata e non dedicata a riti cattolici. Per fortuna a questo nostro appello, che nasce da una richiesta di umanità, stanno rispondendo diversi Comuni, tra cui anche San Giorgio”.

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