Più pensionati che lavoratori dopo il virus: il sorpasso in Italia (probabile anche a Piacenza)

Invecchiamento della popolazione, “quota 100” e l’effetto dell’epidemia sul calo degli occupati: sono i fattori che secondo la Cgia di Mestre hanno favorito il sorpasso dei pensionati sui lavoratori attivi in Italia.

A Piacenza al primo gennaio 2019 (l’ultimo dato disponibile) la differenza tra pensionati e lavoratori era di solo 5mila unità: 128mila stipendiati contro i 123mila con la pensione. Probabile dunque che il ribaltone sia avvenuto anche nella nostra provincia. Secondo l’Ufficio studi della Cgia di Mestre, che spesso elabora statistiche di natura economica che riguardano l’intero paese, il numero delle pensioni erogate in Italia ha superato quello degli occupati. In virtù degli ultimi dati disponibili – viene precisato con una nota esplicativa (SCARICA QUI) – se nello scorso mese di maggio coloro che avevano un impiego lavorativo sono scesi a 22,77 milioni di unità gli assegni pensionistici erogati sono superiori.

Al 1° gennaio 2019 (anche questo è l’ultimo dato disponibile) infatti, la totalità delle pensioni erogate in Italia ammontava a 22,78 milioni. Se teniamo conto del normale flusso in uscita dal mercato del lavoro da parte di chi ha raggiunto il limite di età e dell’impulso dato dall’introduzione di “quota 100”, successivamente all’ 1 gennaio dell’anno scorso il numero complessivo delle pensioni è aumentato almeno di 220 mila unità. Pertanto, si può affermare con una elevata dose di sicurezza che gli assegni stanziati alle persone in quiescenza sono attualmente superiori al numero di occupati presenti nel Paese.

Secondo Cgia di Mestre sorpasso è avvenuto in questi ultimi mesi, dopo l’esplosione del Covid, infatti, è seguito un calo dei lavoratori attivi. Con più pensioni che impiegati, operai e autonomi, in futuro non sarà facile garantire la sostenibilità della spesa previdenziale che attualmente supera i 293. Viene inoltre ricordato che il numero dei pensionati che continuano a lavorare in Italia sono circa 400 mila. Pertanto, il numero totale degli occupati risulta “sovrastimato” . Sebbene gli effetti della crisi dovuta al Covid avranno un impatto molto negativo dal punto di vista occupazionale, è evidente che il progressivo invecchiamento della popolazione italiana sarà un altro grosso problema con il quale fare i conti.

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