Scuola fase 2, al lavoro anche l’Ordine degli Architetti di Piacenza “Recuperare edifici pubblici poco utilizzati”

La nota stampa inviata dall’Ordine degli Architetti di Piacenza

L’Ordine Architetti di Piacenza, tramite il suo Consiglio, ha avuto il privilegio ed il piacere di partecipare ad un tavolo di lavoro riguardante la programmazione e la visione futura delle Scuole in Italia. Si è trattato di un piccolo contributo sviluppato, in parallelo con il Gruppo principale di nomina Ministeriale, congiuntamente agli Ordini Architetti di Lecco, Torino, Bolzano e Brindisi.

Consiglio architetti

Nella foto non sono presenti gli Arch. Emilio Tappani ef Emanuela Schiaffonati subentrati ad Enrico de Benedetti e Carlo Ferrari

Il Tavolo di Lavoro di nomina Ministeriale, costituito per l’emergenza sanitaria COVID 19, era formato da 15 esperti in varie materie e tutte confluenti nella specificità scolastica. All’interno vi era anche l’unico architetto: Giulio Ceppi. Ogni componente poteva avvalersi di contributi esterni ed il nostro Ordine ha avuto questa opportunità di partecipare ad alcuni incontri in cui si sono confrontate le esperienze e raccolto idee poi confluite in un documento a sua volta portato al Tavolo Ministeriale.

Queste le idee portate dal Consiglio dell’Ordine:
– La scuola “Centro Civico” – Recupero di spazi esterni agli ambiti scolastici dove convivere la città – Trasformare spazi urbani prossimi alle scuole in ambiti flessibili fruibili da cittadini e studenti.
– Creazione di spazi destinati all’attività motoria dei vari livelli tra gli 0 ed i 18 anni
– Giusta attenzione alle disabilità espresse sotto varia forma (non solo motoria). Basti pensare ad un normo dotato che subisce un evento traumatico. Diventa pure lui un portare di disabilità anche se per breve periodo.
– Abituare il bambino che diventa ragazzo nel suo percorso scolastico, a condividere gli spazi “scuola” con opere d’arte. Dotare gli spazi scolastici di opere d’arte, crescita culturale.
– Le scuole Italiane sono oggi presenti anche in Edifici di Carattere Storico con Vincoli di Soprintendenza. In alcuni casi gli studenti (spesso bambini per le scuole dell’infanzia) “interagiscono” con elementi di arredo oggi completamente fuori norma (senza certificazioni) ed in edifici con abitabilità ed “usabilità” concesse con Tutele e Vincoli. Necessario, forse, rivedere i Vincoli agli edifici storici o storicizzati o comunque adottare sistemi di tutela a chi usufruisce degli spazi.
– Altro capitolo le scuole dei borghi o gli Istituti comprensoriali. I Borghi ed i territori interni presentano problematiche assai differenti rispetto agli ambiti cittadini, problemi legati anche alle difficoltà di mobilità nel territorio, oltre al confrontarsi con numeri di studenti tendenzialmente in calo.

In generale esperienza utile e accrescitiva, dove i temi della riapertura dell’anno scolastico “con distanziamento” ha prodotto elementi anche positivi, dove la “spazialità nuova” può essere positivizzata in relazione anche alle previsioni di diminuzione progressiva del numero di studenti nei prossimi anni. Su questo tema ampio confronto. Se da un lato vi è la necessità di dotare le scuole nell’immediato di maggiori spazi, si è fatta proposta di intervenire su beni pubblici sottoutilizzati che con costi adeguati possono essere riutilizzati nel breve medio periodo (pari che siano stati stanziati € 855 milioni per i vari adeguamenti), dall’altro questi adeguamenti potrebbero portare a nuovi spazi da trasformare in luoghi di studio e ricerca per singolo istituto nel caso di diminuzione della popolazione scolastica. Questo uno dei tanti temi affrontati. Al termine di questo breve (circa 45 gg) ma intenso periodo di confronto a distanza con altri colleghi, il tutto come detto è confluito in un documento che non appena possibile l’Ordine di PC renderà pubblico. Ora sarà compito dell’Ordine coinvolgere i colleghi tutti, magari attraverso una raccolta di ulteriori proposte.

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