Altri 350 milioni di investimento per smantellare Caorso: obiettivo 2031

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Centrale di Caorso, resta confermato il 2031 come anno di chiusura del sito nucleare.

Lo ha annunciato Sogin, la società preposta allo smantellamento di ex centrali e impianti nucleari in Italia, nel presentare alla fine dello scorso giugno il “piano a vita intera” ad Arera, l’autorità di regolazione per energia, reti e ambiente che finanzia il decommissioning con trattenute ad hoc nella bolletta dell’energia elettrica.

Il 2035 viene fissato come termine per la chiusura degli impianti italiani, e Sogin ha ridefinito il calendario delle attività. Caorso vede invece mantenuto – rispetto al precedente piano presentato nel 2017 – l’obiettivo del 2031 come data di raggiungimento del cosiddetto brownfield, ossia la conclusione delle operazioni di smantellamento dell’impianto e la messa in sicurezza dei rifiuti. Segno questo che l’emergenza Covid non ha avuto effetti sulle attività in corso nel Piacentino.

Come scrive Wired, l’impianto piacentino è terzo, dopo Saluggia e Garigliano, per quanto riguarda le spese di investimento. A Caorso “la complessità è data dall’estensione”, e sono necessari altri 350 milioni di stanziamenti. Resta, poi, l’incognita del deposito nazionale delle scorie nucleari, in merito al quale i ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico devono ancora decidere.

Centrale di Caorso; Foti (Fratelli d’Italia): “Di questo passo, sarà smantellata nell’anno del mai”

“Il definitivo smantellamento della Centrale nucleare, fissato per il 2031, appare un miraggio tenuto conto del ritmo con cui, negli ultimi 20 anni, i lavori sono stati eseguiti” non usa mezzi termini Tommaso Foti, deputato piacentino di Fratelli d’Italia, già protagonista di una lunga serie di interrogazioni parlamentari sul tema. “Da diversi lustri – rivendica Foti – mi impegno a monitorare l’attività di decommissioning della centrale di Caorso, denunciando nelle sedi parlamentari e a più riprese i sistematici ritardi nella stessa”. Per il deputato di Fratelli d’Italia “a distanza di oltre 30 anni dal referendum che abolì la possibilità di produrre energia nucleare nel nostro Paese, appare paradossale apprendere dall’amministratore delegato di Sogin che i tempi fissati per lo smantellamento della nostra, e di altre centrali, risultino così diluiti nel tempo”.

“E’ bene avere chiaro – rimarca l’esponente del movimento politico di Giorgia Meloni – che, in assenza della realizzazione del deposito nazionale dei rifiuti nucleari, anche l’obiettivo del 2031 rischia di ridursi ad esercizio di pura fantasia. Sul detto deposito, al momento, regna infatti un silenzio di tomba”. Nell’interrogazione rivolta ai Ministri dello sviluppo economico e dell’ambiente, il parlamentare piacentino chiede di conoscere “quali iniziative intendano assumere, con particolare riferimento alla Centrale nucleare di Caorso, per addivenire alla completa cessazione delle attività negli impianti dislocati nel Paese, in tempi realistici ed adeguati alle aspettative dei cittadini. Di questo passo altrimenti – conclude il deputato piacentino – si rischia di parlare dell’anno del mai”.

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