Tagliaferri (FdI) “Col covid crollo produzione industriale: dalla Regione previste misure straordinarie?”

“Sono stati resi noti i dati emersi dall’indagine congiunta tra Unioncamere Emilia-Romagna, Confindustria Emilia-Romagna e Intesa San Paolo sulla produzione post Covid in conseguenza del fermo legato all’emergenza sanitaria. Secondo tali dati la fase di recessione industriale, già registrata nel 2019, si sta trasformando in una vera e propria caduta industriale senza precedenti. Nel primo trimestre 2020 il valore delle vendite ha registrato, a livello regionale, un calo del 10,1% con una flessione del 2,2% nelle esportazioni. La crisi si spalma in tutti i settori, dall’industria alimentare alla moda dove il calo di fatturato tocca quasi il 18%, dall’industria del mobile con un -15,7% a quella metallurgica con un 12,1% in meno, un -10,4% per la meccanica e i trasporti e un -7,4% per la chimica, la farmaceutica (ad eccezione dei prodotti farmaceutici che si sono avvantaggiati della pandemia) e plastica e gomma, malgrado queste ultime abbiano beneficiato della tenuta della componente estera”.

Così in una nota il consigliere regionale piacentino di Fratelli d’Italia Giancarlo Tagliaferri, in cui aggiunge che “alla luce di tali dati sul calo di fatturato, i dati sul calo di produzione nel primo trimestre sono ulteriormente penalizzanti, quindi appare facile prevedere che il riflesso di tutto ciò a livello occupazionale potrebbe risultare anche peggiore”.

Il consigliere di Giorgia Meloni fa quindi sapere di aver interrogato la Giunta regionale “per sapere se in fase di Assestamento di bilancio, all’ordine del giorno nel prossimo consiglio regionale previsto per fine luglio, abbia disposto misure straordinarie a fronte di tali dati emersi dall’indagine in oggetto sul calo di fatturato e produzione industriale post Covid e se non consideri necessario, nel caso tale tendenza dovesse continuare anche nel corso dei prossimi mesi, individuare una strategia mirata a tutela del comparto industriale della nostra regione e dell’indotto occupazionale ad esso legato”.

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