Tagliaferri (FdI) “Quali azioni a sostegno delle famiglie di persone disabili?”

“Quale è la situazione che emerge, dopo il periodo di quarantena a livello regionale, nel mondo delle famiglie con disabilità emiliano-romagnole, e quali iniziative si intenda assumere a sostegno di tali famiglie per recuperare le carenze registrate a causa del Covid-19 e quali ulteriori garanzie sul piano della didattica a distanza in occasione della prossima riapertura delle scuole”.

Lo sollecita il consigliere regionale piacentino di Fratelli d’Italia Giancarlo Tagliaferri. “E’ stata appena pubblicata la denuncia del Confad, Coordinamento nazionale famiglie con disabilità, che ha riportato l’assenza delle istituzioni, nel periodo di quarantena, verso il mondo della disabilità e dei caregiver. Dalla scuola ai centri diurni, dagli assistenti sociali ai comuni, oltre la metà delle famiglie con un problema di disabilità non è stata contattata durante la fase del Covid-19. Il 65% degli intervistati da Confad hanno lamentato l’assenza di rapporti con i centri di riferimento della persona non autosufficiente accudita, solo il 3,1% delle famiglie ha avuto un aiuto concreto (sostegni economici, buoni spesa) peraltro da realtà create dalla protezione civile e nel 74% dei casi non c’è stata nemmeno l’offerta di assistenza da remoto”.

“Alessandro Chiarini, presidente Confad, ha dichiarato che “su una situazione già precaria, si è innestata l’eccezionalità della pandemia creando una situazione esplosiva” tutto ciò, infatti, ha comportato un carico di accudimento dei caregiver familiari che nel periodo in esame è diventato più gravoso per il 90% dei casi, nell’86% hanno dichiarato di aver subito un danno fisico/emotivo e il 71% delle ‘famiglie con disabilità’ non si sente supportata adeguatamente dalle istituzioni. Anche la fase 2 e 3 della gestione dell’emergenza, secondo la denuncia, è stata penalizzante con lungaggini burocratiche tra protocolli di sicurezza, mancanza di tamponi e incognite per la futura riapertura delle scuole con una Dad (Didattica a distanza) in cui il 94% degli alunni partecipa solo grazie all’impegno del famigliare che presta assistenza, e giudicata inadeguata alle necessità individuali da 4 famiglie su 5”.

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