“Abbiamo bisogno di un nuovo umanesimo: ripartiamo dall’Appennino” foto

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“Basta poco per realizzare l’impossibile”. Con queste suggestive parole, Marco Boschini, coordinatore dei Comuni virtuosi, ha chiuso l’interessante e partecipato dibattito di apertura della manifestazione estiva “L’Appennino resistente”, prevista nel mese di agosto nel borgo appenninico piacentino di Cerignale.

Organizzata dall’associazione territoriale Nuovi Viaggiatori, l’anteprima della rassegna ha messo in luce il filo conduttore che il sodalizio ha scelto per il 2020: Viva l’Appennino, “queste – spiega l’associazione – le parole d’ordine da intendere sia nel significato augurale (evviva il nostro Appennino), sia nell’esortazione affinché viva questa importantissima cerniera della provincia”.

“Il saluto inaugurale – continuano i promotori dell’iniziativa nel racconto – è ovviamente spettato al padrone di casa, Massimo Castelli, sindaco del comune ospitante, il quale, introducendo gli ospiti e il tema dell’incontro, ha affermato che “quando si parla di Appennino si parla di casa mia; il vero centro è qui e dobbiamo agire bene per chi verrà dopo, combattendo lo spopolamento e la chiusura dei servizi essenziali”. Concludendo il proprio intervento con la felice provocazione per cui “la città ha bisogno dell’Appennino e non viceversa”, la parola è passata ad Adele Boncordo, presidente dei Nuovi Viaggiatori, che ha sottolineato “la lettura del territorio in chiave di opportunità e risorsa e non solo di sottosviluppo e marginalità, evidenziando il bisogno di un nuovo sguardo e di una svolta necessaria nel modo di viaggiare e di immergersi anche nei paesaggi dell’anima”.

“Il microfono – spiegano i Nuovi Viaggiatori – è passato saldamente nelle mani della moderatrice dell’incontro, Anna Leonida. “Abbiamo bisogno di un nuovo umanesimo e la risposta si trova paradossalmente nelle aree demografiche meno popolate”, questa la sintesi introduttiva che sicuramente costituisce uno spunto ricco di suggestione per la valorizzazione di queste aree cosiddette marginali. Interpretando al meglio la filosofia dei tanti presenti, ha aggiunto che “occorrerebbe non ripartire, bensì ricominciare facendo rete e uscendo da una logica che vuole relegare queste prospettive al ruolo di libro dei sogni, quando invece costituiscono orizzonti concreti”. Il primo dei tre ospiti a intervenire è stato Marco Boschini il quale ha attaccato “questo modello di sviluppo fondato su produzione e consumo che – a suo dire – è fallito. La politica deve occuparsi di un nuovo modello alternativo che metta al centro la sostenibilità ambientale e la comunità. Una comunità è virtuosa quando assorbe la velocità degli ultimi”.

“Secondo Giuseppe Magistrali – riporta l’associazione -, esperto di turismo sociale e responsabile, “dovremmo stare sempre con Don Chisciotte, la cui battaglia contro i mulini a vento non è una sconfitta, bensì un nuovo orizzonte possibile”. Molto poeticamente, ci ha chiesto di “sentire il respiro che emanano questi luoghi, questo profondo ritorno alla vita, questa vitalità contagiosa”. Terza ospite della giornata è stata Francesca Benassai, fondatrice della coop. Walden – viaggi a piedi: “Non deve essere una condanna dover riportare lo sguardo, a causa del covid, a ciò che è prossimità, al nostro territorio”. Ha suggerito, forte della sua pluridecennale esperienza, di “viverlo con lentezza, immergersi, respirarne lo spirito, approfittare anche dei tanti antichi e prestigiosi cammini presenti nella porzione appenninica di Piacenza”.

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