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“Fusione Camere Commercio, Piacenza rischia di perdere di un ente necessario”

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Accorpamento Camere Commercio, intervento di Fabio Callori – Responsabile Regionale Enti Locali di Fratelli d’Italia

A seguito della pandemia Covid 19 il territorio piacentino è salito alla ribalta per essere ai primi posti, a livello nazionale,  per numero di  vittime. Alle disponibilità di aiuto a livello governativo e regionale per il rilancio della nostra provincia duramente colpita, non può ne deve  fare da contraltare il depotenziamento del territorio piacentino. A partire dal “Decreto Agosto”, con l’imposta fusione delle Camere di Commercio di Piacenza, Parma e Reggio Emilia, per di più aggravata dal termine di 60 giorni entro cui concludere detto processo.

Un’imposizione legislativa della quale siamo venuti a conoscenza grazie all’onorevole Tommaso Foti, che ha lanciato un motivato grido d’allarme al riguardo, dopo che una similare iniziativa al riguardo era stata già azzardata in passato, ma era finita poi nel limbo e, quindi, non se ne era fatto più nulla. Ancora una volta Piacenza rischia di essere privata di Enti che, oltre ad essere motivo di orgoglio, sappiamo anche assolutamente necessari. Diversi imprenditori mi hanno contattato preoccupati in quanto lavorando anche per l’estero necessitano  spesso di documenti e certificazioni rilasciati dalla Camera di Commercio.

Come sempre, con una semplice norma il Governo giallo-rosso detta tempistiche e modalità senza farle precedere da un minimale confronto con i territori e, quindi, senza la minima considerazione delle esigenze della comunità locale. Ma Piacenza non può sempre subire passivamente ogni decisione senza la possibilità di confronto! In qualità di Consigliere Nazionale Anci, mi attiverò per coinvolgere anche Anci sia a livello Nazionale che Regionale affinché richiedano anch’ esse al Governo la soppressione della norma in questione.

Piacenza, in questi anni, più volte è stata svuotata delle proprie eccellenze e non può sempre tollerare tutto questo. E’ ora di invertire la tendenza perché il territorio piacentino ha comunque  tutte le carte in regola per essere protagonista – e non passivo destinatario – del proprio futuro.

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