I fratelli Inzaghi in Serie A: una sfida tutta piacentina

La Serie A ha sempre raccontato storie importanti ed avvincenti, spesso romantiche e qualche volta anche tristi. Il prossimo campionato, però, ci racconterà una sfida in famiglia tra due fratelli nati in provincia di Piacenza alla guida di due club con ambizioni diverse, ma con la stessa voglia di fare bene. Stiamo ovviamente parlando di Simone Inzaghi, tecnico della Lazio, e Pippo Inzaghi, mister del Benevento che ha appena conquistato la Serie A.

Dalle giovanili del Piacenza, anche se mai insieme, ai rispettivi esordi in serie A distanza di tre anni uno dall’altro, che poi sarebbe anche la loro differenza d’età. Dalla lotta scudetto in famiglia del ‘99/2000, uno alla Juventus, l’altro alla Lazio, agli 11 minuti giocati insieme in Nazionale, unico momento di condivisione di maglia di due carriere a lungo separate da 600 chilometri, quelli tra Roma e Milano, dove Pippo, con il Milan, vinceva da protagonista le Champions League. Poi le esperienze in panchina: dalle sfide in famiglia tra allievi di Milan e Lazio, alle montagne russe di Pippo e all’ascesa costante di Simone.

La storia di Simone e Filippo Inzaghi comincia nel campetto di “la Buca”, a San Nicolò, frazione del comune di Rottofreno, a dieci minuti di auto dal centro di Piacenza. Qui sono cresciuti i fratelli Inzaghi, qui abitano tuttora i loro genitori, qui hanno frequentato le scuole e proprio tra due scuole si trova la Buca: spalle alla strada, elementari a sinistra, medie a destra, a chiudere i lati corti del campetto. Suona la campanella all’una e tutti i bambini si precipitano giù a giocare, i primi che arrivano si accaparrano il campo e gli Inzaghini di certo non si fanno aspettare, anche se probabilmente verrebbero comunque tirati dentro. Soprattutto il piccolo, Simone, il più tecnico tra i due.

Pippo Inzaghi ed il Benevento da record

È stata una stagione trionfale quella del Benevento di Pippo Inzaghi. Il primo grande record è stato centrare la promozione in A con 7 giornate di anticipo, record assoluto nella storia della Serie B. Il traguardo arriva con la vittoria per 1-0 contro la Juve Stabia: gol di Marco Sau al 70′. Un obiettivo che solo la pandemia di coronavirus e tre mesi di lockdown hanno ritardato. Promozione dal sapore speciale per il presidente Oreste Vigorito, 73enne imprenditore nell’eolico, che insieme al fratello Ciro aveva acquistato la proprietà del Benevento nel 2006. Pochi anni dopo Ciro è venuto a mancare, “costringendo” Oreste ad impegnarsi ancora di più in prima persona nella guida del club. Dopo il 10° posto ottenuto con il Milan nella prima esperienza in una panchina di Serie A nel 2014/15, Filippo Inzaghi aveva preso la guida del Bologna dopo Roberto Donadoni nell’estate del 2018. Con sole due vittorie in ventuno partite, dopo il tracollo nello scontro salvezza contro il Frosinone perso 4-0 al Dall’Ara, Inzaghi viene esonerato con Mihajlovic che subentra al suo posto. Oggi Pippo trova la sua rivincita e, dopo una stagione da incorniciare con la “Strega”, può tornare in Serie A per dimostrare tutto il suo valore anche da allenatore.

Simone Inzaghi e la sua Lazio

Dopo una stagione esaltante, anche Simone Inzaghi si gode le meritate vacanze. La sua Lazio ha a lungo sognato lo scudetto, obiettivo poi sfumato a causa della Juventus di Sarri. I risultati sono figli del 3-5-2 di Inzaghi che è diventato quasi un vero e proprio stile di vita. Con l’avvento di Simone Inzaghi sulla panchina biacoceleste, questo schema ha portato dei frutti non indifferenti. Il tecnico piacentino è sì un fautore di tale schieramento, ma è anche vero che sono anni che i capitolini non hanno in rosa terzini in grado di giocare in una difesa a quattro. Considerando che l’anno prossimo il club disputerà la Champions League, persino in Europa l’allenatore piacentino proverà ad ottenere il massimo dai suoi giocatori. Anche se spesso si dice che i moduli con la difesa a tre fuori dai propri confini non funzionano, ci sono diversi esempi di allenatori e di club che hanno avuto la meglio schierando una difesa a tre. Il primo di questa lista potrebbe essere Antonio Conte, che con il Chelsea, con la Nazionale e con l’Inter ha fatto vedere un buon calcio. Oppure Allegri che in Champions ha fatto fuori l’Atletico Madrid di Simeone. Insomma, alla fine sono gli interpreti e la voglia di vincere che fanno la differenza. Con qualche innesto di qualità la Lazio, come sostengono gli esperti di scommesse sportive, può ambire a dei risultati ancor più prestigiosi di quelli già ottenuti.

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