I sindacati “In un anno a Piacenza 5mila infortuni sul lavoro, basta morti bianche”

“Un lavoratore di 50 anni è uscito di casa questa mattina, 6 agosto 2020, salutando moglie e due figli, per andare a lavorare e non farà più ritorno dai suoi cari. Siamo di fronte a una tragedia umana e sociale, l’ennesima. Questo è il momento del cordoglio: alla famiglia vanno le nostre più sentite condoglianze, così come la certezza che metteremo in campo tutte le azioni necessarie per accertare le responsabilità di quanto accaduto. Gli infortuni sul lavoro sono stati quasi 5mila nel 2019 a Piacenza e provincia. Questo deve essere il momento di dire “basta morti bianche”. Morti evitabili, tragedie incomprensibili”.

Così in un comunicato stampa congiunto Cgil, Cisl, Uil di Piacenza insieme alle Segreterie del comparto dell’edilizia Fillea, Filca e Feneal commentano l’infortunio mortale registrato in provincia di Piacenza la mattina del 6 agosto. I sindacati ringraziano i soccorritori e augurano buon lavoro agli esperti di Asl e carabinieri per le indagini che dovranno fare piena luce su un infortunio che pare legato al cedimento strutturale di un silos che conteneva cemento.

“Non possiamo nascondere che nella nostra attività di rappresentanza del lavoro – continuano le parti sociali – notiamo come spesso la sicurezza sia considerata come un costo e un malcelato “peso”, a questo aggiungiamo come vadano ampliate, potenziate e in certi casi ripristinate le attività ispettive degli organi competenti, specialmente in un momento di ripresa dopo il lockdown. In questi mesi c’è stata, infatti, molta attenzione sul tema della diffusione del covid-19 nei luoghi di lavoro, mentre la riapertura delle attività produttive ha dimostrato quanto denunciamo da anni, ovvero che sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro si è deciso solo di disinvestire. Da quando le attività hanno ripreso a pieno ritmo sono tornati ad aumentare gli infortuni e gli incidenti mortali, calati solo per effetto del lockdown”.

“Continueremo instancabilmente – concludono – a ribadire che qualsiasi prospettiva di ripresa non possa prescindere dal massimo livello di investimento sulla sicurezza nei cantieri e negli stabilimenti fissi, tema su cui non sarà possibile né derogare né snellire le procedure”.

UGL “ISTITUIRE L’OSSERVATORIO SULLA SICUREZZA” – Sul tragico infortunio di Carpaneto interviene anche Ugl attraverso il segretario provinciale Pino De Rosa: “Accade proprio a ridosso del Ferragosto – scrive – che si debba piangere a Piacenza un’altra vittima del lavoro. Sono più di 1000 ogni anno, in Italia, gli infortuni mortali sul lavoro ed è evidente pertanto che per evitarli non si faccia abbastanza. Il timore che la prevenzione non sia efficace ed i controlli non adeguati è tragicamente suffragato dai fatti. Saranno le indagini in corso a stabilire eventuali responsabilità una volta accertata la dinamica dei fatti. Certo bisognerà capire perché ha ceduto un silos travolgendo il lavoratore. Dal nostro punto di vista, però, quando si arriva al “perché è successo” è già una sconfitta per tutti”.

“Un altro lavoratore – prosegue – ha concluso tragicamente la sua esistenza mentre lavorava ed è stato strappato ai suoi affetti non per una tragico capriccio del destino ma perché un requisito di civiltà, la sicurezza sul lavoro, è mancato. Non avremo fatto abbastanza finché questa mesta statistica non avrà raggiunto cifre prossimo allo zero. L’esperienza quotidiana c’insegna che la sensibilità al tema è spesso solo di facciata e che le misure a tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori vengano percepite più che altro come “incombenze”. L’impianto normativo non sembra particolarmente lacunoso, ma senza una condivisa, partecipata e sincera collaborazione tra associazioni datoriali, sindacati, datori di lavoro e lavoratori, da questo tragico e sanguinoso pantano non se ne esce. Non è l’unico tema, ma è quello che con più evidenza testimonia che i lavoratori e le imprese non devono agire per contrapposizione, ma in collaborazione. Il valore della vita è preminente”.

“Al cordoglio per la famiglia di Sasko Atanasov e per i suoi colleghi di lavoro segue subito dopo la rabbia per questo altro lutto inaccettabile per il mondo del lavoro della provincia di Piacenza. Ugl, che al tema delle morti sul lavoro ha dedicato negli ultimi 3 anni la festa del Primo Maggio, continuerà a battersi affinché il lavoro sia completamento della personalità e non certo un pericolo di morte. Solleciteremo la ripresa del dialogo avviato in Prefettura per l’istituzione dell’Osservatorio provinciale permanente sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e favoriremo in quell’ambito la maggiore concretezza possibile”.

“Facciamo anche appello a tutti i lavoratori – conclude De Rosa – affinché comprendano loro per primi l’importanza della sicurezza sul lavoro e non si rendano favoreggiatori, anche solo con il silenzio o la sottovalutazione, di condizioni pericolose di lavoro. Contattino immediatamente la nostra organizzazione sindacale”.

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