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Crollano le imprese giovanili in Regione: in un anno -3,4%

A fine giugno in Emilia Romagna le imprese attive giovanili sono risultate 27.106, pari al 6,8 per cento delle imprese regionali, la quota più bassa tra le regioni italiane.

Lo si apprende dal focus realizzato da Unioncamere Emilia Romagna, da cui emerge che in un anno la perdita è stata di 961 imprese (-3,4 per cento), con una sensibile accelerazione della tendenza negativa, mentre le altre imprese sono diminuite dello 0,5 per cento. A livello nazionale, le imprese giovanili scendono a 449.893 (-3,6 per cento), pari all’8,8 per cento del totale, mentre le altre imprese aumentano lievemente (+0,2 per cento).

La consistenza della base imprenditoriale giovanile si è ridotta in tutte le regioni italiane con la sola eccezione del Trentino-Alto Adige, dove sono rimaste invariate. Le riduzioni più rilevanti sono nelle Marche (-6,3 per cento) e in Toscana (-5,5 per cento). L’andamento negativo delle imprese giovanili appare più contenuto nelle regioni con cui l’Emilia-Romagna più direttamente si confronta: Lombardia (-3,4 per cento) e Veneto (-3,1 per cento), ma sensibilmente in Piemonte (-2,3 per cento).

I settori –  La diminuzione delle imprese giovanili continua a essere determinata dal pesante crollo delle imprese delle costruzioni (-411 unità, -8,0 per cento), al quale si è aggiunta la perdita di analoga ampiezza nell’insieme dei servizi (-422 imprese, -2,3 per cento). Qui la tendenza è data dalla decisa caduta nel settore del commercio (-251 imprese, -3,6 per cento) e dalla flessione nell’aggregato di tutti gli altri settori dei servizi (-1,5 per cento, -171 imprese). Anche la base imprenditoriale giovanile dell’industria subisce un brusco crollo (-109 unità, -5,3 per cento). Infine, è lieve flessione nell’agricoltura, silvicoltura e pesca (-19 imprese, -0,8 per cento).

La forma giuridica – La riduzione delle imprese giovanili è principalmente da attribuire alla flessione molto ampia delle ditte individuali (-707 unità, pari a -3,3 per cento) e alla contrazione notevolmente più rapida delle società di persone (-7,7 per cento, -141 unità). Ma nel trimestre in esame, anche le società di capitale hanno subito una leggera flessione (-1,0 per cento), nonostante l’attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata semplificata. Cooperative e consorzi hanno subito un’ulteriore e ancora più pesante riduzione (-20,3 per cento).

RANCAN (LEGA) “RISULTATO DI POLITICHE ASSISTENZIALISTE” – Emilia-Romagna ultima in Italia per numero di imprese “giovani”. A fine giugno in regione le aziende “under 35” attive erano 27.106, il 6,8% del totale delle imprese regionali (contro una media nazionale dell’8,8%): si tratta della quota piu’ bassa tra le regioni italiane. In un anno, la perdita e’ stata di 961 imprese (-3,4%), con una sensibile accelerazione della tendenza negativa, mentre le altre imprese sono diminuite dello 0,5%.

“Quanto emerge dall’indagine Unioncamere è il risultato naturale di politiche improntate all’assistenzialismo e non allo sviluppo e al rilancio del sistema economico. Sino ad oggi, infatti, le politiche del Pd hanno puntato sulla distribuzione indiscriminata, e a pioggia, dei fondi, senza alcuna visione strategica e strutturale per il rilancio del Sistema. Un “un po’ per tutti” che umilia la meritocrazia, che soffoca i talenti e le capacità dei nostri giovani e che, di fatto, si risolve in uno spreco di denaro” commenta il capogruppo della Lega in Regione ER, Matteo Rancan, che, invece, rilancia “la necessità di interventi strutturali, mirati al sistema produttivo, l’unico capace di fungere da volano per il benessere e l’occupazione nel nostro territorio. Interventi che siano anche capaci di attrarre investimenti oltre che a scongiurare delocalizzazioni produttive e fughe di cervelli e posti di lavoro” conclude il leghista.

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