“E quindi uscimmo a riveder le stelle” Successo del concerto al Farnese foto

Con la stupenda esecuzione del IV° movimento della sinfonia n.9 – op.125 di Ludwig Van Beethoven con la celebre ode di Schiller “Inno alla Gioia”, nello splendido e suggestivo cortile di Palazzo Farnese addobbato con gusto ed attraenti effetti e sempre in osservanza delle normative anticovid, si è concluso l’atteso concerto lirico vocale con protagonista il celebre baritono Leo Nucci sempre pronto a testimoniare il suo intenso legame con la nostra città anche con uno cospicuo contributo alla Croce Bianca.

In effetti, come ha sottolineato nella presentazione l’assessore alla cultura del Comune di Piacenza Jonathan Papamarenghi, si è trattato della seconda parte dell’iniziativa titolata “E quindi uscimmo a riveder le stelle”, uno splendido concerto di qualche tempo fa con protagonisti Luca Salsi e Francesco Meli, con il messaggio di dare un segnale di volontà di ripresa dopo la tragedia della epidemia non ancora del tutto passata e, nello stesso tempo, rendere merito a tutto il personale sanitario – che si è così generosamente, e talvolta eroicamente, prodigato per le migliaia di sfortunati colpiti dal virus – e onorare la memoria di chi ha perso la vita, un numero che a Piacenza ha avuto un’entità drammatica.

concerto Leo Nucci al Farnese

Successo pieno ed esaltante sottolineato dagli interminabili applausi finali del numeroso (tutto esaurito) pubblico presente, affascinato dall’arte canora del grande baritono Leo Nucci la cui voce probabilmente non avrà più la freschezza di un tempo, ma la  tecnica si è talmente raffinata da rendere impeccabili ed emozionanti le sue interpretazioni. Così è stato per “Largo al factotum” dal Barbiere di Siviglia (bissato al termine del programma, dal “Cortigiani vil razza dannata”, dal Rigoletto e nel “Dio di Giuda” dal Nabucco), mentre l’Orchestra Farnesiana, di fresca costituzione e formata quasi interamente da giovani musicisti piacentini, diretta in modo magistrale dall’affermato maestro Alvise Casellati, eseguiva sinfonie dalla “Gazza Ladra”, “Luisa Miller, I Vespri Siciliani e Nabucco. Tra le perle vogliamo ricordare anche l’inno di Mameli, eseguito in apertura di serata in modo assai coinvolgente e toccante.

concerto Leo Nucci al Farnese

Dopo l’iniziale recital di Leo Nucci, la seconda parte del programma era impegnata interamente dall’”Inno alla gioia” con un insieme di musica, coro e canto di solisti particolarmente felici nel trasmettere emozioni di notevole intensità. Lo stesso Leo Nucci, il tenore Marco Ciaponi (già vincitore del premio Labò), la pregevole soprano vicentina Silvia Dalla Benetta, l’infortunata (guai al menisco), ma sempre notevolmente brava, mezzosoprano piacentina d’adozione Anna Maria Chiuri ed il sorprendente basso di Pianello Val Tidone Graziano Dallavalle, che continua la sua brillante ascesa nel mondo lirico dopo aver abbandonato la ruspa e la musica rock, si sono superati in bravura mostrando anche un singolare affiatamento. Per ultimo abbiamo lasciato il protagonista più coinvolgente, il coro del Teatro Municipale di Piacenza diretto dal maestro Corrado Casati: un autentico spettacolo.

concerto Leo Nucci al Farnese

Infine, crediamo doveroso evidenziare i meritori sforzi della Fondazione Teatri di Piacenza, nella direttrice Cristina Ferrari, per tenere accesa la fiamma della passione per la lirica che coinvolge appassionati e operatori del settore nonostante i tanti e gravosi problemi. La via della ripresa è avviata: questi successi ripagano, in parte.

Luigi Carini

(foto tratte da Fb di Fondazione Teatri Piacenza)

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