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Ingressi scaglionati, lezioni alternate e supporto psicologico: a Piacenza la scuola si prepara alla ripartenza

Ingressi scaglionati, lezioni alternate e supporto psicologico: a Piacenza la scuola si prepara alla ripartenza. Con prudenza, rispetto delle regole ma con la consapevolezza che l’avvio delle elezioni, fissata ufficialmente per il 14 settembre, non è un semplice test ma un vero segnale di ripresa del Paese.

Dopo la conferenza stampa del premier Conte e dei ministri Azzolina, Speranza e De Micheli, abbiamo chiesto ad alcuni dirigenti scolastici del piacentino come si stanno preparando per il ritorno in aula. “Già da alcuni giorni abbiamo accolto 450 studenti, impegnati per i corsi di recupero – spiega Mauro Monti, preside dell’Isii Marconi -; quella che inizierà lunedì sarà una settimana di rodaggio, abbiamo spalmato gli ingressi delle classi su 5 giorni, quindi il primo vero giorno di scuola per noi sarà il 21 settembre. Le nostre aule hanno le dimensioni giuste per poter accogliere gli studenti in sicurezza e il tema delle nomine dei supplenti in realtà si verifica tutti gli anni…in più quest’anno c’è anche l’opportunità dell’organico Covid (docenti e personale Ata in più per garantire distanziamento ecc…, ndr). Credo che il Governo stia facendo grandi sforzi per far ripartire la scuola, perché c’è la consapevolezza che in questo modo si farà ripartire l’intero Paese. Io sono positivo rispetto alla sua riuscita”.

“Il liceo Gioia partirà con l’orario completo già dal primo giorno – dice il preside Mario Magnelli -, con le classi che seguiranno a rotazione le lezioni in aula – dove sono state posizionate webcam – e a distanza. Due terzi delle classi seguiranno l’attività scolastica in aula e un terzo a distanza, con una turnazione trisettimanale, secondo l’ordine alfabetico. E’ ovvio, questo non sarà un anno come gli altri, per questo motivo abbiamo deciso di promuovere un’attività di supporto psicologico per gli studenti, incentrata sulla resilienza. Abbiamo pensato in particolare ai ragazzi iscritti alle prime classi: si troveranno ad affrontare un nuovo percorso di studi, in un ambiente nuovo, dopo essere restati a casa per 7 mesi, senza il necessario accompagnamento dalla fine della scuola media al liceo. Siamo ottimisti rispetto al fatto che, nonostante queste novità e le indicazioni che dovremo seguire, questo sarà ugualmente un anno scolastico produttivo; certo, serve la collaborazione di tutte le parti in campo: in questa settimana abbiamo in programma due webinar per le famiglie degli studenti. Insomma, l’impegno noi ce lo stiamo mettendo tutto”.

“Al campus Raineri Marcora questa è stata un’estate di lavoro – commenta la dirigente scolastica Teresa Andena -, questo sia per le caratteristiche specifiche del nostro istituto, sia perché sono stati eseguiti dalla Provincia diversi interventi, per rendere gli spazi adatti alle nuove esigenze di sicurezza, oltre alla ristrutturazione della palazzina che ospita l’alberghiero e alla posa della pavimentazione. Dalla prossima settimana le lezioni inizieranno in una scuola fortemente rinnovata: anche le pareti sono state rinfrescate, sono arrivati i nuovi banchi, e il personale Ata avrà a disposizione nuovi macchinari per la pulizia e la sanificazione. Per noi resta aperto il problema del personale: molti docenti ‘storici’, che insegnano materie importanti per il nostro indirizzo, stanno andando in pensione. Per ovviare a questa situazione sarebbe necessario indire qualche tornata concorsuale importante, ma al di là delle polemiche questa è la storia di tutti gli anni”.

“Ora è necessario affrontare questa nuova fase con prudenza e serenità al tempo stesso, e andare avanti evitando di restare prigionieri della paura. Il rischio zero non esiste – osserva la preside Andena -, ma stiamo affrontando la situazione insieme. Purtroppo non sono riuscita a convincere una mamma, che ha voluto scegliere l’educazione parentale per il proprio figlio, perché in famiglia hanno vissuto l’esperienza di un lutto da covid. Il rischio zero non esiste e la risposta non può essere il restare chiusi in casa per sempre, ma evitare comportamenti sventati ed essere responsabili. Noi, come scuola, ce la stiamo mettendo tutta per garantire la massima sicurezza”.

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