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“Più controlli antimafia sugli appalti”, in Prefettura siglate le intese con i Comuni

Il Prefetto Daniela Lupo ha sottoscritto con i Sindaci dei Comuni di Bettola, Cadeo, Carpaneto Piacentino, Cortemaggiore, Ferriere e Rottofreno altrettante intese per la legalità e la prevenzione dei tentativi d’infiltrazione criminale volte ad “estendere i controlli antimafia sulle imprese appaltatrici e subappaltatrici di opere e di servizi con la pubblica amministrazione a salvaguardia dell’economia legale di questa provincia, a beneficio degli enti coinvolti, delle imprese e della collettività”.

Già in precedenza erano state sottoscritte analoghe intese con il Sindaco di Piacenza, con il Direttore Generale dell’Azienda U.S.L. di Piacenza e con il Sindaco del Comune di Fiorenzuola d’Arda; entro la fine del mese di settembre saranno siglate con i Comuni di Besenzone, Castel San Giovanni, Gossolengo, Ponte dell’Olio, Pontenure, San Giorgio Piacentino, Sarmato, Vigolzone e Ziano.

I documenti in questione – fa sapere la Prefettura – sono stati redatti secondo un testo innovativo, qui appositamente ideato e successivamente approvato dal Ministero dell’Interno, frutto di interlocuzioni e approfondimenti con le amministrazioni interessate: “Al fine di rendere più stringente e incisiva l’attività di controllo, è stata convenuta una sensibile diminuzione delle soglie di valore, troppo elevate e di fatto inoperanti (da 250 mila a 150 mila euro per gli appalti di opere e lavori e di 50 mila per tutti i subappalti), nonché l’istituzione di una soglia di valore – prima assente – di 100 mila euro (ulteriormente ridotta a 80 mila euro con l’Azienda U.S.L.) per le forniture di beni e servizi. A seguito delle innovazioni introdotte dal decreto legge n. 23/2020, convertito dalla legge n.401/2020, sono state individuate nuove attività a maggior rischio di infiltrazione mafiosa: servizi funerari e cimiteriali, ristorazione, gestione delle mense e catering, servizi ambientali”.

L’obiettivo di tali modifiche è quello di “rafforzare l’attività di prevenzione contro le aggressioni criminali all’economia legale, attraverso una rimodulazione ed un ampliamento dei settori di attività considerati “sensibili”, nei quali si articola ciascuna white list, tenuta da ogni Prefettura, che contiene l’elenco dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori che operano in settori “a rischio”, iscritti dalla prefettura al termine dell’istruttoria antimafia: ad oggi vede qui iscritte 309 imprese. In particolare, nella categoria “servizi ambientali” sono confluite le attività, già previste, di trasporto di materiali a discarica per conto terzi, di trasporto, anche transfrontaliero, e smaltimento di rifiuti per conto terzi, e sono ora ricomprese raccolta, trasporto (sia nazionale che transfrontaliero, anche se svolto per conto di terzi), trattamento e smaltimento dei rifiuti, risanamento, bonifica e gli altri servizi connessi alla gestione dei rifiuti”.

Per effetto delle suddette novità, sul sito internet della Prefettura alla voce dedicata alla white list, sono stati modificati i modelli per le domande di iscrizione utilizzabili dalle imprese nonché le sezioni in cui è articolato l’elenco degli operatori economici interessati. Nel corso del 2019 sono state intensificate (da n. 6 nel 2018 a n. 12 nel 2019) le sedute del Gruppo Interforze Antimafia composto da rappresentanti della Questura, deI Comando Provinciale dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, della D.I.A., nonché della Direzione provinciale del lavoro, per il monitoraggio dei maggiori appalti di opere e servizi pubblici della provincia. Nel 2019 sono state emesse 3 informazioni interdittive antimafia (pari al totale di quelle precedentemente emesse), di 2 quale riflesso della nota operazione «Grimilde» della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna.

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