Referendum, Girometta (FI) “Taglio parlamentari sarebbe goffa ‘picconata’ al diritto di rappresentanza”

“A pochi giorni dal referendum,intendo intervenire per l’ennesima volta sulla scelta da fare domenica e lunedì nel segreto dell’urna elettorale”.

Così Gabriele Girometta, commissario provinciale di Forza Italia, in una nota in vista del voto per il taglio dei parlamentari, in programma domenica 20 e lunedì 21 settembre. “Sin da subito – continua il comunicato -, io e Forza Italia Piacenza ci siamo schierati per il No al quesito referendario, vedendo in questa consultazione un pericolo reale delle rappresentatività dei cittadini e dei territori che se vincesse il Si vedrebbero diminuire drasticamente Onorevoli e Senatori. Il risultato di questa diminuzione sarebbe il concentrare ancora di più, nelle mani di pochi, il potere di scelta delle segreterie dei partiti nei momenti di approntare le candidature per le elezioni politiche. Viene paventato, soprattutto dal Movimento 5 Stelle, un risparmio economico che si aggirerebbe sui 52 milioni di euro annuì: cifra rispettabile e corrispondente ad un euro all’anno per abitante. Ma se il Partito che più di ogni altro dice di tenere alle tasche dei contribuenti e perora la causa del Sì, perché nei fatti da quando è al Governo ha attuato una moltiplicazione di incarichi a dismisura?”

“Abbiamo sentito numeri da capogiro per la commissione di esperti per studiare gli effetti del Covid 19, abbiamo visto il Ministro Di Maio affidare incarichi a pioggia ad ex compagni di scuola, per non parlare dello stesso Rocco Casalino che gode di lauti compensi per gli incarichi che ricopre in virtù di un passato da concorrente del Grande Fratello. È così che si traccia una linea coerente sul risparmio? Secondo me sarebbe più efficace parlare di diminuzione dei compensi dei parlamentari, cosa che porterebbe un risparmio ben più consistente dei pubblici denari e avrebbe avuto un ampio consenso nei Partiti senza andare a modificare la costituzione con una “picconata” molto goffa che lascerebbe aperta una ferita nel diritto di rappresentanza del Popolo sovrano”.

“In questi ultimi giorni, fortunatamente, la pattuglia del No si sta ingrandendo – rileva Girometta -. Lo stesso nostro Presidente Berlusconi, pur sempre lasciando una certa libertà di coscienza agli elettori, ha indicato nel No il voto migliore da fare. Nella Lega, autorevoli esponenti come Giorgetti si sono espressi per No contrariamente a quanto deciso da Salvini. Anche alla Meloni pare stiano venendo dei dubbi dopo essersi espressa sul Si. Nello stesso PD e pure nei 5 Stelle si smarcano molti esponenti sia a livello centrale che dirigenti locali che sposano la linea del No in controtendenza a quanto indicato dalle rispettive Segreterie. Ultima motivazione, e forse più importante delle altre, è che votare No significa mandare un segnale forte al Governo e alla maggioranza. Un governo, con una maggioranza costruita a tavolino, con tante contraddizioni, capace solo di rimanere unita per tenere in mano il potere, ma incapace di mantenere anche ciò che aveva promesso di fare con una nuova legge elettorale, va punito con il No”.

“Io chiedo – le parole finali – e auspico che tanti cittadini vadano a votare e si esprimano sul No al referendum in difesa della nostra Costituzione: posizione condivisa da centinaia di costituzionalisti, mandando così nel contempo un chiaro messaggio di dissenso al Governo e ai Partiti che lo sostengono”.

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