Castello, 3 milioni per il nuovo pronto soccorso “Non vogliamo tornare ai giorni dell’emergenza”

Tre milioni di euro per un nuovo pronto soccorso all’ospedale di Castel San Giovanni. L’annuncio è stato dato in occasione della visita nel piacentino del ministro Roberto Speranza. E proprio dal nosocomio della Valtidone si è collegato in diretta Facebook l’assessore regionale alla Salute Raffaele Donini per l’aggiornamento settimanale dell’emergenza covid in Emilia Romagna. Al suo fianco tre medici dell’ospedale piacentino: Daniela Aschieri, Marco Stabile e Carlo Cagnoni.

“La situazione nazionale – ha spiegato Donini – non vede la nostra regione tra le primissime con la massima circolazione del virus come invece è stato nei mesi di marzo e aprile. In queste ore stiamo ragionando insieme ai miei colleghi delle regioni, al Governo, alla Conferenza Stato-Regioni quali provvedimenti ulteriori adottare nei prossimi giorni per contrastare la diffusione del virus”. “Oggi registriamo 12 casi in più di terapia intensiva, 61 complessivamente – ha aggiunto-, nella maggior parte dei casi non si tratta di persone intubate, ma sottoposte a una ventilazione non invasiva. Siamo una delle regioni che sa testare di più e meglio, questo è quello che deve fare la sanità pubblica: arrivare a individuare, circoscrivere e spegnere i focolai che oggi sono in gran parte di natura familiare, ma possono essere originati anche da cene o pranzi di lavoro, da aggregazioni o assembramenti non sempre protetti dalle mascherine”.

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Il presidio di Castello – ha ricordato Daniela Aschieri, direttrice del reparto di Cardiologia – è stato il primo in Italia e in Europa a dedicarsi ai pazienti Covid. Abbiamo passato giorni terribili ricoverando fino a 40 persone con polmoniti al giorno e questo non lo vorremmo più vedere. Qui abbiamo potuto sperimentare l’utilizzo dell’eparina che ha permesso di salvare tante vite umane prevenendo la trombosi: un contributo alla scienza lo abbiamo dato, ma la comunità deve essere responsabile ed aiutarci ad evitare ricoveri spesso dovuti all’inosservanza delle norme igieniche”.

Anche Marco Stabile, direttore di Chirurgia Plastica, ha ripercorso i momenti drammatici dell’emergenza: “Siamo stati travolta da un’onda di pazienti che arrivavano in condizioni molto gravi, le cure erano poco conosciute e si cercava di aiutarli in tutti i modi possibili. Abbiamo proposto questa nuova terapia con l’eparina per spegnere l’infiammazione polmonare che ha dato risultati veramente incredibili”.

“E’ necessario informare la popolazione in modo preciso – il pensiero di Carlo Cagnoni, direttore di Medicina Interna -: dietro ai numeri ci sono persone che abbiamo constatato quale storia possano affrontare. Stiamo lavorando per contenere l’effetto della nuova ondata: siamo chiamati ad una prova diversa, a collaborare per tenere alta l’offerta sanitaria extra covid, perché è importante dar seguito all’offerta di prestazioni richieste dalla popolazione e a causa delle patologie che continuano ad essere presenti. Ciascuno deve essere consapevole che molto dipende da noi stessi, da quello che facciamo e dall’attenzione che mettiamo nella nostra vita quotidiana”.

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