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Contratto nazionale coop sociali “Tenere conto degli aumenti retributivi nel formulare i nuovi bandi” 

Completato l’iter di adeguamento delle buste paga dei lavoratori delle cooperative sociali secondo il nuovo CCNL, Confcooperative Piacenza e Legacoop Emilia Ovest richiamano le amministrazioni e gli enti appaltanti a tenere conto degli aumenti retributivi nella formulazione dei nuovi bandi.

Secondo l’intesa firmata a livello nazionale, il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro delle cooperative sociali ha previsto un incremento dei costi per il personale di circa il 6%, con un adeguamento progressivo in tre tranche. “Con il mese di settembre – dichiarano il presidente di Confcooperative Piacenza Daniel Negri e il Vicepresidente di Legacoop Emilia Ovest Fabrizio Ramacci – noi abbiamo dato pieno compimento all’integrale applicazione del rinnovo del contratto collettivo nazionale, portando il terzo aumento previsto nelle buste paga di chi lavora nelle cooperative sociali”.

“È stato un atto dovuto, ma anche uno sforzo che abbiamo compiuto con favore, nonostante i tempi abbiano reso l’impegno economico ancora più oneroso, viste le difficoltà operative create dalla pandemia. Però, va riconosciuto che, forse proprio perché nelle more di un’emergenza così dura, è apparsa ancora più evidente l’importanza dei servizi offerti dalle nostre cooperative sociali, che si prendono cura delle persone in mille modi: case protette, centri diurni e assistenza domiciliare per anziani e disabili, servizi di accoglienza di persone in situazione di disagio, nidi d’infanzia, centri educativi, centri di aggregazione, centri estivi, mediazione linguistica e culturale, case famiglia, scuole dell’infanzia e primarie…”.

“Nelle cooperative sociali, va altresì ricordato, lavora una quota significativa di donne e di giovani, nella maggior parte dei casi con rapporti di lavoro a tempo indeterminato, quindi assolutamente in controtendenza rispetto alla situazione del mercato del lavoro, oltre che, sempre con forme di assunzione stabili, lavoratori con situazioni personali di svantaggio”. “Come cooperazione – concludono Negri e Ramacci – abbiamo quindi fatto la nostra parte, ora è importante che tutte le stazioni appaltanti e gli enti committenti facciano la loro, quando, nella stesura dei capitolati d’appalto, dovranno tenere conto del costo del lavoro, adeguandolo ai nuovi standard.”

Confcooperative Piacenza e Legacoop Emilia Ovest, che hanno partecipato da subito al processo di rielaborazione delle tabelle del costo del lavoro secondo il nuovo contratto, mettono a disposizione di tutti gli enti committenti interessati i nuovi conteggi per il personale. Ciò – spiegano – al fine di una perequazione delle situazioni lavorative nel settore a tutto vantaggio non solo dei lavoratori ma anche e soprattutto della qualità dei servizi prestati ai fruitori finali.

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