“Contro il virus serve la collaborazione di tutti. Coprifuoco? Nessuna decisione è stata presa”

“In questo momento abbiamo bisogno di dialogare con le regioni, con il Comitato tecnico scientifico. Nessuna decisione è stata assunta, siamo un grande Paese, analizzeremo i fatti, ci confrontiamo con le regioni tutti i giorni, lavoriamo con i nostri tecnici e con chiarezza e trasparenza esprimeremo il nostro orientamento all’opinione pubblica”.

Così il Ministro per la Salute Roberto Speranza a Fiorenzuola (Piacenza), nella prima tappa della sua visita agli ospedali della provincia, sull’ipotesi di ulteriori misure restrittive in Italia per contrastare la diffusione del Covid dopo l’incremento dei contagi negli ultimi giorni. “C’è un problema serio e non va nascosto – ha detto Speranza ai cronisti -, abbiamo un Sistema Sanitario Nazionale forte e che abbiamo rafforzato, facciamo le cose per bene come abbiamo fatto in questi mesi. Tra febbraio, marzo e aprile l’Italia ha dimostrato di essere un grande Paese, abbiamo le forze, le energie e anche l’esperienza di quanto passato, dobbiamo ricominciare a batterci con grande energia e dimostrare di avere la forza di poter abbattere di nuovo questa curva. Serve l’impegno di tutti, sono convinto che insieme ce la faremo anche questa volta”.

La visita di Speranza a Fiorenzuola

Sulle decisioni di De Luca e una possibile fuga in avanti del governatore campano, Speranza ha richiamato il decreto del Governo “che consente alle regioni di prendere misure più restrittive, mentre per misure meno restrittive c’è bisogno di condivisione con il ministero della Salute. In tanti territori in queste ore sono state fatte delle scelte, dobbiamo lavorare il più possibile insieme, la chiave è la collaborazione istituzionale e noi questo faremo, con l’esperienza maturata e con un sistema sanitario più forte. Abbiamo piegato la curva nella fase precedente anche grazie alla profonda sintonia tra nostre scelte e il sentire comune delle persone. Dobbiamo lavorare per questo obiettivo, penso che le condizioni ci siano”.

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Diverse le tappe in programma per il Ministro, accompagnato nel piacentino dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, dall’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, dalla presidente della Provincia (e sindaca di Piacenza), Patrizia Barbieri, e dalla presidente della Ctss (e sindaca di Castel San Giovanni), Lucia Fontana: dopo Fiorenzuola, l’ospedale di Castel San Giovanni, quello di Bobbio per poi arrivare al nosocomio di Piacenza nel tardo pomeriggio.

La visita di Speranza a Fiorenzuola

“Penso che la provincia di Piacenza sia stata fra le più colpite e meritasse attenzione da parte di tutti noi – ha sottolineato -. E’ bello essere qui oggi e dire che manteniamo gli impegni presi in occasione della mia ultima visita e investiamo come ci era stato richiesto”. “La politica seria è quella che promette una cosa e la mantiene – ha aggiunto Bonaccini -. Voglio ringraziare Patrizia Barbieri e gli altri sindaci che hanno ripartito loro i 20 milioni di euro assegnati dal Ministro al nuovo ospedale di Piacenza e che noi come Regione avevamo deciso di destinare alla sanità del territorio. Ricordo che qui erano già stati destinati poco tempo fa oltre 13 milioni di euro per gli investimenti sull’ospedale, pochi mesi fa sono arrivati altri 2 milioni di euro sul blocco A e adesso avremo ulteriori risorse per 2 milioni e mezzo per interventi sul blocco B e sulla Casa della salute”.

La visita di Speranza a Fiorenzuola

Sull’ipotesi dell’adozione di ulteriori misure restrittive sul territorio Bonaccini dice che resteranno in vigore quelle decise dal Governo.

“Noi lavoriamo per prendere provvedimenti che tengano conto dei rischi della situazione – ha detto – seguiamo e monitoriamo passo passo la situazione. Siamo abituati quando decidiamo una cosa a condividerla, per ora non abbiamo in mente altre misure se non quelle applicate che abbiamo discusso e deciso nel Dpcm dell’altro giorno. Nel caso
fossimo in necessità di misure più restrittive informeremo come sempre il governo e le potremmo fare in ragione di quel Dpcm”.

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