Enrico Bucci e i “cattivi scienziati”: in tanti all’evento conclusivo di “A cena con la Scienza”

Con l’incontro all’Agriturismo Battibue di Fiorenzuola, venerdì 25 settembre, si è conclusa con successo l’edizione 2020 di “A cena con la Scienza”, il ciclo di incontri di divulgazione scientifica in agriturismo promosso da Agriturist e Confagricoltura Piacenza. Al centro della serata, questa volta, è stata la scienza stessa, nell’accezione galileiana del termine: quella che si propone di giungere all’interpretazione dei fenomeni naturali attraverso sperimentazioni verificabili, ripetibili e condivise.

Enrico Bucci – professore alla Temple University di Filadelfia specializzato nell’analisi dei dati scientifici – ha illustrato, con il conforto di numeri ed esempi, i criteri attraverso i quali viene giudicata la ricerca scientifica. La valutazione di un ricercatore si basa sul numero delle pubblicazioni e di citazioni da lui ottenute nel corso della carriera, soggette alla cosiddetta “revisione fra pari” (più comunemente “peer review”), cioè ad un parere di merito fornito dai colleghi cui i risultati del suo lavoro vengono sottoposti. In altri tempi, nei quali la produzione scientifica era quantitativamente assai più contenuta, la pubblicazione era una sorta di traguardo preceduto da un dibattito accademico che ne garantiva in una certa misura l’attendibilità. Oggi la pressione competitiva fra scienziati – eternamente alla ricerca di finanziamenti per le loro ricerche – spinge a lavori frettolosi e approssimati e il ricco business delle pubblicazioni scientifiche incoraggia comportamenti disinvolti; l’approssimazione aumenta con i media che acriticamente attingono e rilanciano, infine, internet moltiplica il fenomeno (particolarmente intenso al tempo del Covid-19) con progressione geometrica.

La brillantissima relazione di Bucci, che dello smascheramento dei “Cattivi scienziati” (questo il titolo della sua relazione e di un suo libro sullo stesso argomento), attraverso sofisticati strumenti informatici, ne ha fatto un lavoro e una missione, è stata accolta con sconcerto dal pubblico, intervenuto numeroso a dispetto del clima già autunnale. Molte le domande nel dibattito che ha seguito la relazione, a testimonianza della difficoltà di ciascuno nel farsi un’opinione su quanto legge (a chi credere?) e della necessità di rivedere i criteri di valutazione della ricerca.

“Quanto ci ha descritto Bucci – ha commentato il Presidente di Confagricoltura Filippo Gasparini – è l’ennesimo segnale di una crisi morale della nostra società: della cattiva scienza l’agricoltura è purtroppo una vittima privilegiata”. Gianpietro Bisagni, Presidente di Agriturist e in questo caso anche titolare dell’agriturismo ospitante, ha espresso il proprio compiacimento per il successo delle cene con la scienza di quest’anno, tutt’altro che scontato in tempi di pandemia. Michele Lodigiani, ideatore ed organizzatore dell’iniziativa, ha dato appuntamento a tutti per il 2021. (nota stampa Confagricoltura Piacenza)

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