Enrico Montuschi e il nuoto pinnato a Piacenza

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Enrico Montuschi, insegnante, conosciuto a Piacenza per aver formato generazioni di subacquei e “memoria storica” del nuoto pinnato ripercorre la storia della disciplina nella nostra provincia

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Ho tenuto a battesimo il nuoto pinnato a Piacenza il 22 gennaio 1978 con l’organizzazione del 1° Trofeo Città di Piacenza di nuoto pinnato e tecnica subacquea. Era una domenica mattina e ci eravamo dati appuntamento nella piscina del Polisportivo con i nostri atleti…si fa per dire… del Centro Sub Piacenza. Poco dopo sono arrivati quelli di Modena e Bologna, ben più avvezzi a gareggiare e in rappresentanza del “Bruno Loschi” e del Sub Bologna. I nostri del Centro Sub erano: Bruno Bergonzi, Giorgio Calatroni, Luigi Carvani, Giancarlo Franceschini, Marco Gianlorenzi, Corrado Guardabassi, Ezio Maccoppi, Giorgio Meloni, Angelo Pezzi, Gianni Taschieri, Luigi Valdatta.

Relativamente al risultato e alla partecipazione di pubblico, quella prima gara non è andata gran che bene (ultimi in classifica e zero spettatori), ma il seme era stato gettato e, in brevissimo tempo, il nuoto pinnato è decollato fino a far diventare Piacenza protagonista del calendario nazionale gare per la capacità organizzativa evidenziata con l’allestimento di gare a livello nazionale a cui partecipavano le più quotate società italiane del settore. Ricordo che fin dall’inizio, su “pressione” di Luciano Zerbi (straordinario presidente provinciale Fips che credeva fortemente nel coinvolgimento dei più giovani), avevo dato il via anche alle prime “garette” e ai primi allenamenti di nuoto pinnato a cui partecipavano, saltuariamente, anche i nuotatori della Nino Bixio il cui allenatore Melchiorre Dadati vedeva nel nuoto pinnato una interessante alternativa al nuoto puro.

Nel ‘78 l’incarico prestigioso per l’organizzazione delle finali nazionali dei Giochi della Gioventù di nuoto pinnato di cui ho curato l’organizzazione tecnica, mentre Luciano Zerbi quella logistica. Nell’occasione, per la soddisfazione degli albergatori, sono giunte in città decine di delegazioni con atleti, allenatori e accompagnatori in rappresentanza di tutte le provincie italiane. Cosa grossa per Piacenza, ma riuscita ottimamente, tant’è vero che l’anno seguente, il ’79, c’è stata la replica con la vittoria, fra l’altro, del concittadino Gabriele Naldini. Nel frattempo, proseguo con l’allestimento delle varie edizioni del trofeo “Città di Piacenza” e, dall’81 all’85, in qualità di presidente del settore subacqueo della federazione, organizzo anche i campionati provinciali di nuoto pinnato.

Nell’86 lascio la Fips, non accettando la scelta scellerata di demolire le scuole federali d’immersione (patrimonio che tutto il mondo ci invidiava e riconosceva come eccellente e per cui mi ero impegnato, per quella di Piacenza, con passione e gratuitamente per tredici anni), sostituendole per l’insegnamento con le società subacquee. Fondo, quindi, la Scuola d’Immersione Piacenza che sarà lo strumento per proseguire nell’insegnamento della subacquea come, da insegnante, l’intendo io e, anche, per proseguire nell’organizzazione delle gare di nuoto pinnato e di tecnica subacquea. E’ una sfida per dimostrare che l’attività del nuoto pinnato “sta in piedi” a Piacenza grazie al mio personale impegno e non, come sarebbe logico, della federazione.

Prendono così vita, ogni anno, il “Trofeo Gadolini” il “Memorial Covini”, il “Trofeo Baiardi” competizioni a carattere provinciale di nuoto pinnato e tecnica subacquea, aperte a tutti senza distinzione e che vedono la partecipazione di tutte le società del settore e anche gruppi costituiti al momento per quella specifica occasione.  Ecco dunque, con l’organizzazione della Scuola d’Immersione Piacenza, le società e i gruppi partecipanti: Circolo Sommozzatori Piacenza, Centro Sub Piacenza, Fiorenzuola Sub, Piacenza Sub, Pinne Bianco Rosse, Gruppo Istruttori nuoto Uisp, CSI Nuoto pinnato, AICS Rari Nantes nuoto, Scuola Nuoto UISP, Pallanuoto Piacenza, ENDAS Sub, Amici Nuoto Master, Gruppo allievi Scuola d’Immersione, UCLA Aquateam Piacenza, Belvedere nuoto pinnato, Scuola Padi Dolphin sub.

Un movimento imponente di partecipanti motivati da una formula di gara azzeccata che dava a tutti, dai migliori ai meno performanti, la possibilità di gareggiare con atleti di pari livello. Dal ’97 la partecipazione dello Sport Handicap Piacenza e, nel ’99, addirittura la partecipazione di gruppi scolastici: ITC Romagnosi, i Licei “Gioia”, “Cassinari”, “Colombini” e la Scuola Media di Gossolengo. Le edizioni del Memorial Covini del ’98 e del ’99 sono state considerate valide come campionato pro.le Fips..        

Nel 2000, preso dall’impegno di portare la subacquea all’interno della scuola pubblica con il “Progetto Educativo Subacqueo” ancora oggi attivo, interrompo l’organizzazione di questi eventi. Lo stesso fanno le sorelle Covini, Isabella e Simonetta, che un paio d’anni prima avevano assunto la presidenza del Piacenza sub e che “lasciano” per darsi al rugby.  Il nuoto pinnato, senza qualcuno che organizzi gare, si ferma e scompare da Piacenza. Senza che la federazione (il cui statuto prevede anche lo sviluppo del nuoto pinnato e per questo riceve contributi pubblici) si preoccupi minimamente. Passano gli anni. Le monopinna del Piacenza Sub, un patrimonio, sono finiti in cantina e decine di coppe e trofei vinti in un periodo d’oro per il nuoto pinnato a Piacenza, fanno, inutilmente, bella mostra di sé nell’autoscuola Farnese Due, vecchia sede del Piacenza Sub.

Una mattina del 2013 nella piscina del Polisportivo, mia moglie, la professoressa Antonella Ciocchi, e le sue studentesse del “Gioia” stanno verificando, nell’ambito di  un progetto acquatico, quanto possa diventare veloce l’avanzamento in acqua con l’aiuto delle monopinne che, riesumati dalla cantina, ho messo a disposizione. Le studentesse sono entusiaste e questo incuriosisce Umberto Raimondi, docente di scienze motorie, che conosco da anni come insegnante e allenatore di nuoto. Dalla curiosità all’accordo il passo è brevissimo.

– “Monopinna…molto interessante! Mi piacerebbe farlo provare ai miei nuotatori”  

– “Guarda, se ti interessa veramente, ti regalo una dozzina di monopinna e un bel porta monopinna…”  

– “Certo che mi interessa…!”  

– “Affare fatto, te li porto!”.

Il resto è storia nota.

“Ho raccolto con grande entusiasmo l’eredità di Montuschi e con la sua stessa tenacia sto portando avanti questo sport – afferma Raimondi. Dal 2013 la società piacentina Calypso intraprende la disciplina del nuoto pinnato, siamo partiti con una manciata di atleti ma di anno in anno la passione, l’entusiasmo ed i numeri sono cresciuti insieme ai risultati. Dal 2014 al 2020 abbiamo organizzato nuovamente il trofeo Città di Piacenza presso la piscina Raffalda portando nella nostra Città tante società e numerosi campioni. Il problema organizzativo principale è quello di limitare le iscrizioni che fioccano tutti gli anni molto numerose”.

“Oggi il nuoto pinnato della Calypso conta circa 30 agonisti, 10 preagonisti, 20 master ed un settore che si occupa di corsi di avviamento alla disciplina. La nostra città finalmente si sta aprendo nuovamente a questo bellissimo sport e a breve pare che altre realtà della provincia si affacceranno al nuoto pinnato”.

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