“Il Comune ha obblighi precisi: finché non provvede a spese di manutenzione e personale, la Ricci Oddi è in credito”

“Il Comune ha obblighi precisi nei confronti della Galleria. Finché non provvede a manutenzione e personale, la Ricci Oddi è in credito”.

Così l’avvocato Corrado Sforza Fogliani, membro del cda della Galleria Ricci Oddi, interviene durante la conferenza stampa di presentazione del progetto Klimt. Un evento al quale non ha preso parte il Comune di Piacenza, che pure da statuto ha diritto a nominare due componenti del consiglio di amministrazione dell’ente di via San Siro. Ma i rapporti tra palazzo Mercanti e la Ricci Oddi sono tesi ormai da diverso tempo, e l’incredibile opportunità rappresentata dal ritrovamento del Ritratto di Signora più che appianare le divergenze non ha fatto altro che acuirle.

Secondo le volontà del fondatore, Giuseppe Ricci Oddi (e secondo l’articolo 11 dello statuto della Galleria), “sono a carico del Comune di Piacenza le spese ordinarie di bilancio per la gestione amministrativa, per il personale direttivo e di custodia e per la manutenzione della Galleria e aree annesse”. “Il Comune – ribadisce Sforza Fogliani – ha degli obblighi precisi nei confronti della Ricci Oddi: deve sostenere le spese per la manutenzione ordinaria e straordinaria e le spese per il personale: i 2 custodi, un responsabile amministrativo e un direttore”.

Al momento la Galleria vede nel proprio staff solo due persone, sia per le attività di custodia che per i servizi di segreteria/staff organizzativo. Fino a un paio di anni fa il personale comprendeva anche un direttore – un dirigente in distacco dal Comune di Piacenza – e un’altra figura di supporto. “Finché non vengono dati questi soldi la Galleria è in credito. I lavori di adesso, presentati alla stampa, fanno parte degli interventi di manutenzione della Ricci Oddi, non è una liberalità”.

“Si è più volte detto impropriamente che questo consiglio di amministrazione non ha mai nominato un direttore. In realtà il cda ha chiesto più volte al Comune quale spesa fosse disposto a sostenere: 50mila, 60mila o 100mila euro? Perché molti candidati si sono fatti già avanti: perché questa è una Galleria molto importante, che nessuno riesce a distruggere e che avrebbe potuto essere più grande se fosse stata unita al palazzo Ex Enel, come doveva essere quando l’immobile è stato acquistato”.

“Già adesso la Galleria è la terza o quarta d’Italia, se avesse potuto utilizzare quei locali in più per esporre una parte dei quadri che sono in deposito sarebbe ancora più prestigiosa e probabilmente sarebbe la prima. Ora è il momento di dire questo alla città: finalmente si chiarisce la posizione della Galleria nei confronti del Comune, perché non dà mai ogni anno il corrispettivo delle 4 figure (la cifra ipotizzata complessiva si aggira sui 230mila euro,ndr) e che si è fatto per la prima volta carico degli interventi di manutenzione straordinaria da 23 anni a questa parte, ovvero da quando fu rubato il Klimt”.

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