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La lavanderia industriale “Servizi Italia” lascia Piacenza. I sindacati “Decisione grave, a rischio 58 posti di lavoro”

“Un trasferimento che rischia di assumere le sembianze di un licenziamento”. “Un fulmine a ciel sereno”.

Così, nel corso di una conferenza stampa, i vertici di Filctem Cgil Piacenza e Femca Cisl, Massimo Tarenchi e Massimo Pelizzari, si sono espressi a proposito della crisi che riguarda “Servizi Italia”, lavanderia industriale che lavora per la sanità e che a Piacenza “conta 58 dipendenti – hanno spiegato i sindacati – di cui 56 a tempo indeterminato e 45 donne, molte madri in part-time”. “La brutta notizia per queste lavoratrici è arrivata nei giorni scorsi – hanno detto gli esponenti di Cgil e Cisl -: verrà chiuso lo stabilimento di Piacenza e saranno tutte trasferite a 50 chilometri di distanza. E chi aveva ottenuto il part-time per conciliare tempi di vita e di lavoro lo perderà. Mentre i camici degli “eroi” – hanno aggiunto -, ossia le divise del 118, le lenzuola dell’ospedale di Piacenza e via dicendo saranno spedite a Parma e Genova. Il 65% delle lavorazioni di lavanderia seguirà le lavoratrici piacentine a Soragna, mentre il restante 35% verrà lavato e sanificato nello stabilimento di Bolzaneto (Genova)”.

“E’ una realtà che da 20 anni opera a Piacenza e che ora chiude e trasferisce tutto e tutti – hanno spiegato ancora Pelizzari e Tarenchi -. Da parte nostra abbiamo chiesto di attivare il tavolo di confronto in Provincia di Piacenza e in Regione Emilia-Romagna. L’impatto della decisione aziendale è pesante, grave: stiamo parlando di lavoratrici e una parte di loro non potrà sostenere il trasferimento. Fa riflettere come la prosopopea degli “eroi” del covid poi vada a scontrarsi con gli appalti al massimo ribasso di cui è vittima il sistema del lavaggio industriale della biancheria ospedaliera, dei camici di medici e infermieri. L’azienda, quotata in borsa, ha avviato un piano di organizzazione finanziaria e produttiva e Piacenza, nonostante si stata un tassello fondamentale nel complesso della lotta al Covid nei mesi più bui, viene soppressa e trasferita, entro fine anno”.

“Crediamo che un gesto e una presa di posizione delle istituzioni e della società civile nei confronti di queste lavoratrici sia doverosa. Non è possibile che un sistema di appalti al massimo ribasso costringa realtà che hanno sempre garantito un servizio di qualità e un impatto sociale del tutto positivo vengano soppresse proprio a Piacenza”.

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