Nuovo Dpcm, I sindaci “Su di noi troppe responsabilità, si parli solo per atti formali”

Nuove restrizioni anti-covid, i sindaci Patrizia Calza (Gragnano), Romeo Gandolfi (Fiorenzuola) e Raffaele Veneziani (Rottofreno) commentano il Dpcm del 18 ottobre e la nuova fase di contrasto al virus, in vigore fino al 13 novembre.

“Comincia un nuovo tour de force, in cui amministrazioni, commercianti e cittadini sono chiamati a fare la loro parte – ha dichiarato Patrizia Calza -. Si torna ad una fase di super attività, di controllo e coordinamento, che deve coinvolgere tutti i Comuni del territorio. Il messaggio è: serve responsabilità, con buon senso, perché solo così si può impedire il ritorno a misure più drastiche come quelle che abbiamo vissuto nei mesi scorsi. Affinché questo rischio venga scongiurato è necessaria la collaborazione di tutti”.

Capitolo chiusure di vie e piazze dopo le 21 per evitare assembramenti. In un primo momento – lo aveva fatto intendere Giuseppe Conte nella diretta facebook in cui spiegava le nuove misure – le decisioni sembravano essere di competenza dei sindaci, ma nel testo del decreto manca un esplicito riferimento e a livello nazionale è già scoppiata la polemica. “Sulle chiusure – ha detto Calza -, la discrezionalità può essere utile, perché ovviamente la vita notturna di un paese come Gragnano non può essere paragonata a quella delle grandi città. D’altro canto è fondamentale un coordinamento tra comuni, al fine di condividere decisioni ed evitare di creare confusione tra le persone che si spostano tra paesi diversi”. Poi un commento sullo smartworking “Anche in questo caso ritengo sia opportuno mantenere una discrezionalità per le singole amministrazioni. Noi come comune di Gragnano ci stiamo attrezzando per implementare questa pratica, ma è necessario che rimanga anche un presidio fisico”.

Critico sulle modalità di comunicazione delle nuove misure il sindaco di Rottofreno Raffaele Veneziani. “E’ gravissimo, e non è la prima volta che succede, che alla sera vengano comunicate, attraverso dirette facebook o a mezzo stampa, certe disposizioni e poi il mattino seguente si trovino sfumature diverse rispetto a quanto annunciato – la sua presa di posizione -. Le pubbliche amministrazioni devono parlare sempre e solo per atti formali”. Quindi un appello ai cittadini. “Il mio è un richiamo ad un comportamento serio, senza allarmismi e terrorismo eccessivo né negazioni del problema. Serve equilibrio e attenzione ai comportamenti individuali”.

Lapidario il commento di Romeo Gandolfi, primo cittadino di Fiorenzuola, sulla questione delle competenze dei sindaci contro gli assembramenti. “Io lavoro e basta – le sue parole -. E’ certo che il sindaco conosca meglio di tutti il proprio territorio, però al contempo si tende a scaricare su di noi troppe responsabilità senza poi mettere a disposizione le giuste risorse. A Fiorenzuola, per esempio, siamo in difficoltà ad organizzare i turni serali della Polizia Locale”. Infine un richiamo al senso di responsabilità delle persone: “I cittadini devono essere consapevoli che la mascherina e le misure di prevenzione sono qualcosa che tutelano la salute e non rappresentano solo limitazioni della libertà personale”.

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