Rinviata la presentazione del libro “Ma l’amore resiste” di Martina Picca

Rinviata la presentazione del libro “Ma l’amore resiste” di Martina Picca, in programma per le 18 di oggi, venerdì 9 ottobre, alla Biffi Arte. Una decisione presa dagli organizzatori dell’evento perché un conoscente della giovane autrice è in attesa dell’esito del tampone, e a titolo precauzionale, in osservanza alle normative anti contagio, si è deciso di annullare l’appuntamento. La nuova data sarà comunicata in un successivo momento.

Se la presentazione alla Biffi, alla quale avrebbero dovuto prendere parte il direttore di Libertà, Pietro Visconti, e Giovanni Battista Menzani, curatore dell’edizione, è quindi rimandata, il secondo libro di Martina Picca – edito da Edizioni Officine Gutenberg in collaborazione con il quotidiano Libertà –  dal titolo “Ma l’amore resiste”, memoriale dedicato alle vittime del coronavirus, è disponibile in libreria e on line, consultando il sito di Officine Gutenberg. 

Ecco una breve intervista a Martina Picca. 

Il libro compie 3 mesi: che riscontri hai avuto da chi lo ha letto?

Ho avuto indietro molto più di quanto ho dato, sono stata inondata dall’amore, e per questo penso proprio che il titolo del libro non sia mai stato neanche per sbaglio scontato: l’amore ha resistito e continuerà a resistere, nonostante tutti i nonostante che ci sono stati da febbraio ad oggi, primi fra tutti il dolore e la perdita.

Qualche tempo fa scrivevi “che non saremmo più stati gli stessi”. Ad oggi, di cosa senti più la pressione in ciò che è cambiato rispetto a febbraio?

Se qualcuno dice di essere lo stesso di sette mesi fa mente a se stesso. Vedo chi tenta di voltare la faccia mentre pensa che è tutto finito, ma non funziona così. Chiunque è cambiato, ci siamo ritrovati bucati, e c’è chi non solo è stato bucato, ma è stato trafitto. E ucciso. Sono morte troppe persone, la morte è arrivata in troppe famiglie e in troppe realtà travolgendo tutto. Se c’era una cosa da rivedere e riscoprire era forse il modo che avevamo di rapportarci agli altri e al nostro prossimo. A come trattavamo e trattiamo chi abbiamo da parte, perché niente è prevedibile e tutto è sul filo. Il virus ce lo ha confermato. È cambiato? In me sì.

Hai mantenuto un rapporto con chi ti aveva raccontato la sua storia?

Li ho mantenuti tutti, sono persone splendide. Ognuna di loro è una lezione e un esempio. La risposta è sempre negli altri e nel loro sentire, essere stata il megafono della parte più profonda della loro intimità rimane un privilegio, un dono, un compito straordinario. Non gli sarò mai abbastanza grata.

Siamo in un momento strano, tra una situazione molto migliore da quella di marzo ma ancora in apprensione continua. Come vivi questo momento tra paura di un ritorno forte del virus e la voglia di non fermarsi nell’andare verso una vita “normale”?

Cerco di vivermela con pazienza e con prudenza, riflettendo. Per me non esiste una vita “normale”, esiste una vita che deve tener conto delle botte subite, dei traumi inflitti e del buio alla fine della strada. La vita è tante cose, moltissime a me del tutto inspiegabili, ma la vita va vissuta da quando ci suona la sveglia al mattino a quando la reimpostiamo la sera. A conti fatti conta chi sei stato e chi sei tu in quel lasso di tempo.

Dopo l’uscita, altre persone ti hanno cercato per raccontarti le loro storie?

Dopo l’uscita del libro ho parlato con persone che non se la sono sentita di scrivermi prima ma che hanno voluto lo stesso raccontarsi. Parlare fa bene, le parole sanno essere un balsamo potentissimo.

Venerdì 9 ottobre a Biffi Arte ci sarà il momento della presentazione. Quale sarà il tuo primo pensiero quando prenderai in mano il microfono?

Io quando prendo in mano il microfono penso solo e sempre “che ansia”. Ma sarà bellissimo. E difficilissimo.

Ma l'amore resiste

L’autrice –  Martina Picca è nata a Piacenza il 22 settembre 1997 ma è cresciuta in montagna. Ama Milano e spera di laurearsi molto presto in Lettere Moderne alla Statale. La lettura e la penna l’hanno accompagnata fin da subito, da piccola scriveva sul suo diario e il sogno di fare la scrittrice lo ha sempre tenuto sul comodino. In realtà, è diventata scrittrice per salvarsi da quella brutta notte del 2015 da cui nasce il suo primo libro “Se una notte di settembre l’alluvione“. Nell’estate del 2020 esce con il suo secondo libro dal titolo “Ma l’amore resiste“. Scrivere le ha salvato la vita, in ogni senso possibile, e spera di farlo per tutta la vita.

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