“Siamo in uno stato di massima allerta fino a domenica, ci aspettiamo un picco di ricoveri”

A Piacenza il virus continua crescere, e se i meri dati lasciano intendere che la situazione sia meno grave rispetto a quella dei ‘vicini di casa’ lombardi, questo non significa che la situazione debba essere presa sottogamba, anzi.

Al momento i pazienti ricoverati positivi al covid sono 41, una decina in più rispetto alla scorsa settimana, con 6 persone in terapia intensiva secondo le nuove indicazioni della Regione Emilia Romagna. Un paziente è intubato, gli altri 5 sono ricoverati presso il nuovo reparto di terapia intensiva respiratoria, recentemente inaugurato.

Ma, visto il trend delle ultime settimane e il tempo di latenza del virus, rispetto al presentarsi dei sintomi della malattia, l’Ausl di Piacenza si aspetta un netto incremento di casi nei prossimi giorni.

I casi nel Piacentino

Lo ha detto il direttore generale Luca Baldino, durante l’ultimo confronto settimanale dedicato al coronavirus ,avvenuto via web e non più in presenza insieme ai giornalisti. “Ci aspettiamo dai 30, 35, 40 ricoveri nel weekend – ha detto – siamo pronti a farvi fronte. Siamo in uno stato di massima allerta, da qui a domenica. La nostra intenzione è di concentrare i pazienti nell’ospedale di Piacenza, e mantenere ‘puliti’ i presidi di Fiorenzuola e Castelsangiovanni. Poi ovviamente faremo ulteriori valutazione rispetto all’andamento dei contagi”.

Il direttore sottolinea l’importanza dell’appropriatezza del trattamento. “E’ importante fare una diagnosi precoce, somministrare le terapie e necessarie e procedere, qunado il decorso della malattia lo richiede, al ricovero in maniera tempestiva”.

Annunciato il potenziamento del servizio tamponi, che potrà essere eseguito non solo nell’ospedale di Piacenza ma anche all’ente fiera, con un nuovo polo che partirà lunedì 26 ottobre alle 14. “Eseguiamo una media di 1500 tamponi al giorno al momento – ha detto Baldino -, con una flessione nel fine settimana, presso l’ospedale. E’ vero, possono crearsi code dovute alla necessità di rispettare il distanziamento sociale, ma nell’arco di un’ora e un quarto, un’ora e venti, il test viene eseguito”.

I DATI 

“La percentuale di positivi, rispetto ai tampini eseguiti, è cresciuta rispetto alla scorsa settimana, ed è pari al 3,4%. Una percentuale inferiore rispetto alla media nazionale, pari al 5%. I dati relativi ai contagi sono più bassi rispetto alla media nazionale e ad altre Regioni – dice il direttore Baldino -. Guardando però alla Lombardia e al Lodigiano non credo che non potranno avere un effetto su di noi. Ricordiamoci come tutto questo è partito” ha detto Baldino.

In crescita gli interventi delle unità assistenziali, le cosiddette Usca, passate a 379. “La presa in carico domiciliare dei pazienti – sottolinea il direttore generale – sta andando bene”.

Sul numero complessivo dei positivi, che sembra marcare il passo, pesa in realtà la riduzione della durata della quarantena, da 14 a 10 giorni, sottolinea il direttore. Quindi i positivi in più sono stati compensati da chi è già uscito dall’isolamento.

Sul fronte della scuola.il direttore generale rimarca il netto aumento di positivi in più in termini assoluti (+ 36 tra studenti e personale, + 431 in quarantena) contro il basso numero di classi in cui è stata documentata la trasmissione al loro interno (18 su 86). “Questo dimostra – ha detto – che la scuola è sicura”.

Tra i nuovi positivi, gli asintomatici restano la maggioranza (55%) rispetto ai sintomatici (45%). “Un altro dato che ci differenzia rispetto alla media nazionale e che si spiega con le modalità con le quali vengono fatte le nuove diagnosi – spiega il direttore Baldino -: al 48% attraverso il contact tracing. Mentre il 20% riguarda persone che già mostrano sintomi e l’8% sgrazie a screening svolti sui luoghi di lavoro”. L’app Immuni, commenta il direttore, a Piacenza funziona: un caso è stato individuato grazie all’applicazione.

Per quanto riguarda infine l’età media dei contagiati, circa l’80% riguarda persone in attività, o per motivi di studio o lavoro: il 25% sono minorenni, il 28% è di età compresa tra i 18 e i 40 anni, il 35% tra i i 41 e i 64 anni. REstano più basse le percentuali degli over 65 e 80.

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