“Stufi di vergognarci di essere piacentini” Sabato sit in sul Pubblico Passeggio contro l’Amministrazione

“L’attuale giunta comunale di Piacenza – sia per responsabilità diretta che per derivata dal “clima” che ha quotidianamente costruito con un preciso progetto politico – ha portato la città in cui viviamo, in soli tre anni di mandato, a livelli di costante esposizione dei suoi abitanti alla vergogna nazionale, a uno stato di immobilismo sociale e culturale e a fatti di ingiustizia sociale, economica e lavorativa inaccettabili, nonché ad uno stato di degrado ambientale, urbanistico e architettonico senza precedenti nella storia cittadina”.

Con queste parole i membri di “Piacenza si Ri-Bella”, neonato gruppo cittadino “di persone e di idee, per le persone e le idee – si presentano su facebook – . Aperto a chiunque abbia a cuore la bellezza “civile”, che non può esistere senza giustizia e progettualità: sociale, lavorativa, economica, culturale, ambientale”, annunciano un sit in civico “di protesta e proposte, con interventi di liberi cittadini e di rappresentanti di numerose sigle attive sul territorio” per la giornata di sabato 17 ottobre. L’appuntamento “che si svolgerà in piena ottemperanza delle norme anti-covid19”- precisano gli organizzatori – è fissato sul Pubblico Passeggio (altezza Liceo Respighi), dalle 15 alle 18.

“Siamo stanchi – si legge ancora nella presentazione dell’evento creato su Facebook per l’occasione – di doverci vergognare di essere cittadini di Piacenza, siamo stanchi di non avere opportunità, giustizia, attenzione, prospettive e qualità della vita degne di un capoluogo dalla forti risorse, di qualsiasi tipo. Siamo stanchi di una Giunta che è scollata dalla realtà che è chiamata ad amministrare, e ne “ignora” problematiche, esigenze e criticità diffuse. Esiste una Piacenza che dice BASTA a questo status, e lo dice con fermezza e senza necessità di un colore politico: l’urgenza del dissenso è data dallo stato in cui versa la città, sotto ogni aspetto, sostenuto nei fatti dalla cronaca che ha visto troppe volte questa città diventare un esempio di nefandezze a livello nazionale”.

“Esiste una Piacenza che vuole lavorare in tutela e sicurezza, che vuole spazi urbani vivibili e più verdi, manutenuti e moderni nell’uso, che vuole un sistema economico, sanitario e sociale appropriato, funzionale e funzionante, attento e coerente, che vuole onestà, integrazione e rispetto delle differenze, che vuole che la cultura ritorni sia al centro della vita cittadina a livelli degni di un capoluogo, che vuole che il territorio e la sua storia non siano solo strumento propagandistico, ma cosa viva ed in evoluzione. Che non vuole sentirsi costantemente inferiore a realtà prossime e meno prossime”.

“Esiste una Piacenza che è ben informata – continua il testo -, onesta e produttiva, che studia alternative e che porta avanti iniziative senza il minimo appoggio dell’Amministrazione Comunale: indignata da tanta pochezza. Indignata dal clima di intolleranza e di “terrore” che è stato costruito e che immobilizza una città. Indignata da chi dovrebbe tutelarci e governare con buonsenso, preparazione, progettualità e lungimiranza, e non solo con il pressappochismo di assecondare un’idea di città caro a pochi desiderosi di una “quiete” il cui prezzo è la morte per decubito, sfruttamento, inquinamento e mancanza di opportunità e giustizia. Indignati dalla mancanza di attenzione e ascolto della popolazione, di tutta la popolazione: governare significa avere la preparazione e la sensibilità per ascoltare tutto e tutti. E agire con buonsenso e prospettive di lungo raggio. NON VOGLIAMO PIU’ VERGOGNARCI DI ESSERE PIACENTINI: vogliamo un’amministrazione preparata, cosciente, moderna, pronta, aperta, attenta e giusta, con tutti”.

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