“Troppi cinghiali in provincia, situazione fuori controllo”. Allarme di Confagricoltura

“Ci riprovo contro tutto e contro tutti, sono sconsolato e convinto che sia inutile perché ho già percorso più volte tutte le strade istituzionali e non istituzionali ho e denunciato per l’ennesima volta un Paese disfatto. Sono stato spettatore sul mio fondo di come cinghiali prendono le strade dei fiumi per arrivare a dominare i campi, mi rassegno ormai a raccolti dimezzati e non faccio neppure più denuncia. Se ho deciso di occuparmene ancora una volta è solo per un senso di amore verso i soci che condividono questa situazione disperata”.

E’ quanto dichiara il Presidente di Confagricoltura Piacenza Filippo Gasparini. L’associazione riceve quotidianamente telefonate da parte degli associati per danni provocati dai cinghiali, a ciò si aggiunge la preoccupazione per il possibile diffondersi della peste suina africana, di cui questi ungulati sono vettori. “Durante la stagione di caccia 2019-2020 – spiega Confagricoltura – sono stati più di duemila i cinghiali abbattuti nel territorio provinciale e quasi 26.000 a livello regionale, nonostante ciò la situazione è ancora fuori controllo, tanto che a livello regionale si ragiona sull’affiancare piani di controllo mirati all’applicazione puntuale del Piano Faunistico”.

“Parallelamente, la Peste Suina si sta diffondendo anche in Paesi finora ritenuti indenni e il fronte endemico, rappresentato dalle popolazioni di cinghiali infetti, si sta progressivamente spostando verso la parte più occidentale dell’Europa. Ha già interessato la Germania con diversi focolai. Il problema è di portata tale che il ministero dell’Agricoltura, di concerto con quello della Salute ha inviato nei giorni scorsi uno schema di Dl alla Presidenza del Consiglio e delle altre amministrazioni competenti con l’obiettivo di approntare un programma di prevenzione mediante l’adozione di un Piano organico di gestione e controllo dei cinghiali”.

Tra le numerose segnalazioni giunte all’associazione c’è quella di Anacleto Monici che ha deciso di scrivere alla Polizia Provinciale, all’Azienda Usl e alla Regione Emilia Romagna. “Sono un imprenditore agricolo allevatore di suini – spiega nella sua missiva – la notizia della diffusione della Peste Suina in diversi Paesi europei mi ha molto preoccupato. Il mio timore è derivato soprattutto dalla rilevante presenza di animali selvatici sul territorio, in particolare i cinghiali, portatori e diffusori della malattia”. Il signor Monici coglie contestualmente l’occasione per segnalare che “in località La Secca, dove era previsto sorgesse una discarica, si è creata una boscaglia, nei pressi della quale sono stati avvistati cinghiali, volpi e altri animali”. Riferisce che nella sua zona (San Pietro in Cerro e Monticelli) la fauna selvatica è tanto numerosa da costituire una situazione pericolosa persino dal punto di vista sanitario e si rivolge con un appello agli organi competenti affinché provvedano alla risoluzione del problema.

Nei giorni scorsi Confagricoltura Piacenza ha scritto due ulteriori missive. La prima riguarda una richiesta d’intervento al Sindaco di Gazzola per l’area dell’ex Polveriera di Rio Gandore (in prossimità di Castel Basini di Momeliano). “A seguito della dismissione – si legge nella lettera – da parte del Ministero della Difesa, circa 20 anni fa, la vegetazione spontanea ha via via preso possesso dell’area e di parte delle costruzioni oggi pericolanti. Il sito è divenuto zona di ripopolamento per la fauna selvatica, in particolare per numerosi, troppi, gruppi di cinghiali che ivi trovano ricovero sicuro rendendo, di fatto, inefficaci le azioni di contenimento.  L’eccessivo proliferare di questi animali costituisce un pericolo anche per la sicurezza dei cittadini che sfortunatamente possono imbattervisi sulle strade della zona”. La pronta e solidale risposta del Sindaco che si è detto disposto ad emettere le ordinanze di accesso all’area e ha sollecitato a sua volta i necessari interventi ha aperto la strada all’ulteriore richiesta che l’associazione ha rivolto, questa volta chiedendo azioni di controllo e contenimento al Servizio territoriale agricoltura, caccia e pesca competente in merito.

Non meno grave è la situazione nei boschi di Gazzola, ragion per cui l’associazione degli agricoltori ha chiesto la possibilità di interventi incisivi all’Ambito territoriale Caccia n. 1 competente della zona. “L’attenzione e l’azione sindacale di Confagricoltura, che si è fatta portavoce a tutti i livelli e nei vari tavoli della preoccupazione degli allevatori, si pera abbia contribuito alla presa in carico del problema da parte dei decisori politici, un segnale importante è la proposta del Dl, ma la questione è purtroppo ancora molto lontana dalla risoluzione. Sono poco fiducioso – conclude Gasparini –  ma c’è se c’è all’orizzonte qualcosa di radicalmente diverso una speranza possiamo averla, sono deciso a non rinunciare a questa battaglia convinto che sia nell’interesse degli agricoltori e anche della gente”.

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