Alluvione 2015, l’inchiesta si chiude senza responsabili: archiviazione per i sei indagati

Alluvione del 2015, è stata disposta l’archiviazione nei confronti delle sei persone indagate (quattro tecnici della Provincia, uno della Regione e l’allora responsabile della Diga di Boschi) per “concorso colposo in omicidio colposo” e “disastro colposo” a seguito del crollo della provinciale 654, all’altezza di Recesio di Bettola, che all’alba del 14 settembre di quell’anno costò la vita a tre persone.

La decisione del gip Fiammetta Modica, che ha accolto la richiesta del pm Matteo Centini, arriva ad oltre cinque anni di distanza dalla tragica alluvione che colpì il piacentino e mette la parola fine alla vicenda giudiziaria. Nel 2018 una prima richiesta di archiviazione era stata respinta, portando a nuove indagini. Il crollo della provinciale inghiottì le vetture su cui viaggiavano Filippo e Luigi Agnelli, padre e figlio, e la guardia giurata dell’Ivri Luigi Albertelli. La stessa sorte era toccata ad una terza auto, condotta da Massimo Chiavazzo, che riuscirà a salvarsi. Secondo la Procura l’evento fu di natura eccezionale ed imprevedibile.

L’ALLUVIONE – In quella notte tra il 13 e il 14 settembre caddero in meno di quattro ore oltre 320mm di pioggia che investirono con violenza inaudita la zona dell’alto appennino, in particolare il versante piacentino. I torrenti Nure e Trebbia ingrossatisi repentinamente a seguito delle eccezionali precipitazioni a monte, esondarono in vari punti. A Farini il Nure travolse il lungofiume e una porzione di paese, a Bettola addirittura “saltò” il ponte stradale.

Pesantissime le conseguenze per alcuni dei comuni rivieraschi delle due vallate: Ferriere, Farini, Bettola in Val Nure, Ottone, Rivergaro furono in Val Trebbia fra i centri più colpiti, mentre in pianura si verificarono allagamenti soprattutto a Roncaglia. Il bilancio di quel giorno fu tragico in termini di vite umane, con tre morti inghiottiti dal Nure a Recesio dove il torrente si “mangiò” letteralmente la strada provinciale. Le vittime furono la guardia giurata Luigi Albertelli e padre e figlio Filippo e Luigi Agnelli di Bettola. Il corpo di Filippo Agnelli, nonostante le ricerche, non è mai stato recuperato.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.