Cappucciati (Lega) “Manca personale sanitario per affrontare la seconda ondata della pandemia”

“I mancati interventi da parte del Governo in materia sanitaria stanno peggiorando una situazione già di per sé drammatica; si è pensato infatti di aprire posti letto Covid negli ospedali senza inserire il personale sanitario”.

È questa una delle accuse che la consigliera comunale della Lega Lorella Cappucciati lancia all’Esecutivo colpevole di aver ignorato esigenze fondamentali già nel periodo tra la prima e la seconda ondata pandemica. Uno degli errori più grossolani del Governo, secondo l’esponente piacentina del Carroccio, è stato quello di non aver abolito il numero chiuso nei corsi di laurea delle professioni sanitarie. “Pensate che quest’anno a Piacenza si sono potuti iscrivere al primo anno del corso di laurea in infermieristica solo una novantina di studenti, nonostante ci fossero state più richieste – afferma Cappucciati -. Un numero insufficiente a coprire le richieste anche perché di questi iscritti solo una percentuale porteranno a termine i tre anni di studi. In questa fase della pandemia servono sempre più operatori sanitari anche nella nostra ASL dove mancano all’appello 18 tecnici di laboratorio e molti infermieri che, dopo l’assunzione, sono tornati nelle Regioni d’origine, soprattutto al sud. Il Governo deve elargire incentivi economici e stipendiali a queste figure professionali, fondamentali nella lotta al Covid, affinché il loro numero aumenti”.

La consigliera della Lega insiste nel spingere l’Esecutivo a investire nel capitale umano della sanità. “Bisogna sbloccare i contratti di medici e professioni sanitarie, pagare ogni mese gli straordinari effettuati per assistere e curare pazienti Covid con fondi dedicati, incentivare le iscrizioni ai corsi di laurea in infermieristica con borse di studio per i meno abbienti, concordare un rientro dalla pensione dei sanitari, usciti negli ultimi due anni, con incentivi economici, chiedere, inoltre, un prolungamento di servizio a chi nel 2020 andrà in pensione promettendo pari requisiti a fine pandemia – conclude Cappucciati -. Tutte azioni che non sono state programmate dal Governo che invece ha preferito investire risorse in monopattini e biciclette”.

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