Fondo Ristorazione, ammessi anche gli agriturismi. Bisagni (Confagri) “Bene, ma rischio che contributi non bastino”

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Il Fondo Ristorazione, con una dotazione di 600 milioni di euro, mira a fornire un sostegno al mondo dell’ho.re.ca. e alla filiera agroalimentare e consente di richiedere contributi a fondo perduto da un minimo di mille fino a un massimo di diecimila euro per l’acquisto di prodotti 100% Made in Italy.

La misura – fa sapere Confagricoltura Piacenza in una nota – si rivolge a ristoranti, pizzerie, mense, servizi di catering, alberghi e riguarda anche gli agriturismi. Il Decreto 27 ottobre 2020, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 06/11/2020, stabilisce criteri, requisiti e modalità di erogazione del contributo. Le domande possono essere presentate di persona presso gli uffici postali dal 16 al 28 novembre, oppure online (sempre sino al 28 novembre), collegandosi al sito www.portaleristorazione.it accedendo tramite SPID e seguendo la procedura guidata. Confagricoltura invita le imprese interessate a prestare attenzione nella redazione delle richieste – continua il comunicato – ed ha informato che è in contatto con il ministero delle Politiche agricole per i vari chiarimenti interpretativi e per la migliore fruizione della misura. È importante sapere che, come riportato nella documentazione ufficiale, l’ordine di presentazione della domanda non dà diritto ad alcuna prelazione sull’erogazione e il contributo sarà concesso solo sulla base della corretta compilazione della domanda.

Il beneficio è subordinato al fatto che il fatturato dei mesi da marzo a giugno 2020 sia inferiore ai ¾ rispetto al fatturato del medesimo periodo 2019 – evidenzia Confagricoltura Piacenza -. L’aiuto è riconosciuto per l’acquisto, effettuato dopo il 14 agosto 2020 e comprovato da idonea documentazione fiscale, di prodotti di filiere agricole e alimentari, inclusi quelli vitivinicoli, anche DOP e IGP, che valorizzano la materia prima di territorio, intendendo con ciò prodotti da vendita diretta, oppure di prodotti ottenuti da filiera nazionale integrale dalla materia prima al prodotto finito. Sono considerati prioritari gli acquisti di Prodotti DOP e IGP e di prodotti ad alto rischio di spreco.

Il soggetto beneficiario è tenuto ad acquistare almeno 3 differenti tipologie di prodotti agricoli e alimentari e il prodotto principale non può superare il 50% della spesa totale. Per tipologie di prodotto diverse si intendono tre categorie merceologiche differenti. Il contributo non può mai essere superiore all’ammontare complessivo degli acquisti che non può a sua volta essere inferiore ai 1.000 euro, esclusa IVA, né superiore a 10.000 euro, esclusa IVA. La domanda è subordinata al versamento di un corrispettivo di euro 30 tramite bollettino, fisico o digitale. Sul sito del Mipaaf è stata prevista un’apposita sezione di informazione dedicata al provvedimento: https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/16210.

“Abbiamo sempre valutato positivamente questa misura e sollecitato il suo ampliamento a tutte le modalità di ristorazione, cosa che è avvenuta – ricorda l’Organizzazione degli imprenditori agricoli -. La sua finalità è di scongiurare la perdita di posti di lavoro e la chiusura delle imprese; fornisce un importante sostegno diretto alla ristorazione anche agrituristica ed indiretto a tutto il ‘made in Italy’ agroalimentare. Con il fondo ristorazione è stata aperta una strada che va seguita anche quando ci si sarà messi alle spalle l’emergenza coronavirus. Se inquadrata in una visione strategica, la valenza dei bonus si rafforza ed i risultati aumentano per tutta la filiera”.

“Siamo soddisfatti che le attività agrituristiche siano annoverate tra quelle ammesse al contributo – commenta Gianpietro Bisagni presidente di Agriturist regionale e di Agriturist Piacenza – al contempo siamo anche molto preoccupati perché temo che la dotazione finanziaria, pur sembrando cospicua, sia di molto inferiore rispetto al plafond necessario per coprire le effettive esigenze, a titolo esemplificativo basti pensare che solo in Emilia Romagna sono presenti oltre 1000 agriturismi”.

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