Il Ritratto di signora di Klimt torna alla Ricci Oddi “Simbolo della nostra rinascita” fotogallery

Il Ritratto di signora di Gustav Klimt è ritornato alla Galleria Ricci Oddi per essere collocato nella speciale teca fatta appositamente costruire grazie al contributo di Banca di Piacenza e della Fondazione di Piacenza e Vigevano. L’inaugurazione si è tenuta in diretta streaming nel rispetto delle normative anticovid.

Klimt nella teca

All’evento streaming, introdotto dal Presidente della Galleria Massimo Ferrari, interverranno il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli, il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini, l’Assessore alla Cultura e paesaggio Regione Emilia Romagna Mauro Felicori, il Sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri, l’Assessore alla Cultura, Turismo, Istruzione ed Europa del Comune di Piacenza Jonathan Papamarenghi e le curatrici del Progetto Klimt Elena Pontiggia e Gabriella Belli alla presenza dei membri del Consiglio di Amministrazione della Galleria. Da Vienna è intervenuto anche Peter Weinhäupl della Klimt Foundation.

Massimo Ferrari

“Piacenza ripone e ha riposto molte speranze in questo momento: il ritorno del Ritratto di Signora è un volano per superare le tante difficoltà degli ultimi mesi. E’ un simbolo – ha detto il presidente della Galleria Massimo Ferrari -. Il dipinto è tornato in Galleria dove è sempre restato e sempre resterà, fa parte dell’identità di Piacenza, e cogliamo l’opportunità di questa giornata per far conoscere sia il lavoro svolto da Giuseppe Ricci Oddi, sia della città di Piacenza che nel silenzio ne ha custodito l’eredità. Ringrazio il mio consiglio di amministrazione, il personale della Galleria, le diverse realtà che ci hanno sostenuto e continuano a sostenerci. Grazie anche al sindaco Barbieri, per aver contribuito alla concreta cura della preziosa architettura della Ricci Oddi”.

Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Paola De Micheli, porta un saluto e un augurio alla sua città. “E’ una giornata di festa per la comunità piacentina e non solo – ha detto – che consentirà alla Ricci Oddi di avviare un percorso di rilancio di livello nazionale e internazionale, all’altezza della Galleria. In un anno così difficile, il ritorno del Ritratto di Signora ci consente di dare uno sguardo a come sarà il futuro culturale della nostra città”. La presentazione del quadro, scrive il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini in una lettera, “avviene purtroppo in un momento in cui le misure adottate per il contenimento della pandemia non permettono l’apertura dei luoghi della cultura, ma ciò è tanto più simbolico in quanto il dipinto, a lungo sottratto dallo sguardo del pubblico, ritrova il suo contesto in un museo che dimostra così di essere più vivo che mai, nonostante la chiusura”.

“Questo è il primo passo di un lungo percorso, che nei prossimi anni si articolerà in diverse mostre destinate a scandire l’avvicinamento alla ricorrenza dei centosessant’anni dalla nascita di Klimt nel 2022. Auguro pertanto ogni successo a questa giornata di gioia per la cultura e, nell’attesa di poter venire di persona ad ammirare il Ritratto di signora, rivolgo a tutti voi il mio personale saluto e ogni incoraggiamento a proseguire sulla strada che avete intrapreso”. “Spero  che il dipinto diventi icona di rinascita di questa città duramente colpita – ha detto l’assessore regionale alla cultura Mauro Felicori -, è un segnale di riscatto e di ripresa, spero porti fortuna a Piacenza e alla Ricci Oddi. La vostra città sta portando avanti un impegno molto forte nel campo dell’arte, con diverse iniziative a sostegno del contemporaneo, penso a palazzo XNL e alla mostra di Mimmo Paladino. La Regione sarà al vostro fianco”.

“Il Comune non ha mai avuto dubbi su dove questo dipinto dolesse stare, a casa sua, esposto in Galleria – commenta Jonathan Papamarenghi -. Una casa generosa, dove tutti potranno venire per ammirarlo. Oggi noi facciamo festa, perché questa giornata è un riscatto, che va a lenire una ferita aperta 23 anni fa con il furto dell’opera. la sua restituzione darà modo alla Galleria e alla nostra città, insieme alla comunità culturale internazionale, di volare alto. Confermiamo come ente non solo la vicinanza alla Galleria ma, congiuntamente alle iniziative che si vorranno creare, garantiamo il nostro sostegno, per la comunità piacentina e per la memoria di Ricci Oddi. Questa opera ci porterà al nostro rinascimento, e un’occasione di rinascita per tutti noi, ne abbiamo bisogno dopo questo 2020 così difficile”.

elena pontiggia

Il rientro dell’opera rappresenta infatti l’avvio ufficiale del Progetto Klimt, un programma scientifico biennale, promosso e ideato dal Consiglio di Amministrazione della Galleria e curato da Elena Pontiggia – critica e storica dell’arte, docente di Storia dell’arte contemporanea all’Accademia di Brera e al Politecnico di Milano – che ne è anche la coordinatrice e Gabriella Belli, storica dell’arte italiana e Direttrice della Fondazione Musei Civici di Venezia. Quattro tappe consequenziali che partono dal ritrovamento e la riesposizione del dipinto per affrontare il rapporto tra Klimt e gli artisti presenti in Galleria, fino al legame e alle influenze tra il pittore austriaco e l’Italia arrivando nell’ultima tappa “Klimt Intimo” all’approfondimento della stagione finale dell’artista. Il quadro è ospitato all’interno del Salone d’Onore in un allestimento nato dalla collaborazione con il Politecnico di Milano (Massimo Ferrari e Claudia Tinazzi con Annalucia D’Erchia).

“Questa è una giornata che Piacenza si merita – commenta Elena Pontiggia – per il ricordo di Ricci Oddi che comprò il quadro nel 1925, con un amore per l’arte che andò oltre le ripercussioni politiche. Ricordo anche l’intuizione di Claudia Maga che da studentessa del liceo Colombini scoprì il doppio dipinto del Klimt, un’intuizione assecondata dall’allora direttore Stefano Fugazza. L’esposizione del quadro in Galleria rappresenta la prima tappa del progetto, perché si è pensato di non esaurire in una sola mostra fuoco di artificio un approfondimento su Klimt e questo meraviglioso scrigno che è la Ricci Oddi”.

Gabriella Belli, storica dell’arte italiana e Direttrice della Fondazione Musei Civici di Venezia, è entrata nel dettaglio degli ultimi due appuntamenti del Progetto Klimt: eventi dedicati sia all’influenza che Klimt ebbe, dopo la sua partecipazione alla Biennale di Venezia nel 1910, sull’arte italiana e alla scoperta di un Klimt intimo, mettendo in evidenza sia “il momento della formazione aurorale; è stato uno studioso della storia antica e della mitologia, che hanno fatto maturare in lui l’amore per il mito”. Da questo punto di vista, la collaborazione con la “Fondazione Klimt è stata importante per ritrovare i punti di origine, il Klimt più privato e segreto a cui appartiene il quadro di Piacenza, con l’enigma dello sguardo, che caratterizza le figure femminili dell’artista”.

L’OPERA – Ritratto di Signora è un’opera ricca di misteri: oltre ad essere rimasta lontana dalla Galleria per più di vent’anni dal 1997 al 2019, è stata ritrovata lo scorso dicembre in un’intercapedine della Pinacoteca; il dipinto inoltre cela al di sotto del ritratto visibile un secondo dipinto dello stesso Klimt. Il quadro non è dipinto, ma ridipinto, e Klimt l’ha ripensato “per via di levare”. Nel 1996, grazie a una felice intuizione di una studentessa di scuola superiore, Claudia Maga – un’intuizione poi confermata dalle analisi scientifiche grazie alla determinazione dell’allora Direttore della Galleria Stefano Fugazza – si è scoperto che sotto la superficie della pittura si nascondeva un altro ritratto – influenzato dalla ritrattistica impressionista e postimpressionista – che si credeva perduto.

Intitolata Backfisch (“ragazzetta”, nel tedesco colloquiale), l’opera era stata esposta alla Grosse Kunstausstellung di Dresda del 1912 e pubblicata una sola volta, non nel catalogo della mostra, ma più tardi, nel maggio 1918 in una rivista d’arte austriaca. Come nei ritratti di Renoir o di Lautrec, la Ragazzetta era disegnata con precisione nel suo abbigliamento, dal largo cappello ovale al boa di piume avvolto intorno al collo, allo scialle. Quando tra il 1916 e il 1917 Klimt ritocca il quadro, elimina tutti quei particolari. La giovane vestita alla moda del 1912 si trasforma in una figura meno realistica: cappello e capigliatura lasciano posto a un’unica forma ovoidale, mentre la consistenza dei vestiti si scioglie, con veemenza espressionista, in un insieme di pennellate quasi informali.

La realizzazione di questa prima tappa è stata possibile grazie a Banca di Piacenza e Fondazione di Piacenza e Vigevano per la realizzazione della teca, Davide Groppi per il progetto di illuminazione e Banca Generali Private che ha permesso la realizzazione del primo video di avvicinamento all’opera di Ritratto di Signora ideato e prodotto da Studio Azzurro. Nel corso del collegamento Leonardo Sangiorgi socio fondatore di Studio Azzurro introdurrà il breve video che verrà mostrato a conclusione degli interventi e i passi successivi. Un secondo video realizzato sempre da Studio Azzurro grazie al contributo di Team Memores Computer è infatti già in cantiere.

Ritratto di Signora non è attualmente visibile al pubblico in ottemperanza alle disposizioni nazionali per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. La Galleria, infatti, riaprirà le sue porte, nella prima data possibile, sulle base di nuove indicazioni a livello nazionale.

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