“Intitolare una piazza a Bettino Craxi” Il consiglio comunale boccia la proposta di Levoni

No all’intitolazione di una via o di una piazza a Bettino Craxi.

Il consiglio comunale di Piacenza ha bocciato (22 voti contrari, 3 favorevoli, 5 astenuti) la proposta presentata con una mozione da Antonio Levoni (Liberali), che intervenendo nel corso della seduta – convocata in modalità “mista”, con alcuni consiglieri presenti ed altri collegati online – ha ricordato la figura dell’ex presidente del Consiglio e leader socialista, “un personaggio politico di grandissima rilevanza nazionale ed internazionale, che è stato fra i più lunghi presidenti del Consiglio della nostra Repubblica”. “Durante l’inchiesta di Mani Pulite – ha detto in un altro passaggio Levoni -, Craxi non mollò mai i suoi principi, fu l’unico leader politico che nell’aula del Parlamento pronunciò un discorso di sincerità e ammissione delle colpe di tutti: pagò queste sue scelte con le condanne, l’esilio, e senza poter essere curato in Italia”.

Lunga e articolata la discussione: “Non possiamo intitolare una piazza o una via a una persona che si è sottratta alla giustizia italiana – ha affermato Massimo Trespidi (Liberi) -. Craxi non è stato esiliato, ha scelto lui l’esilio nel tentativo di sottrarsi alla pronuncia della giustizia italiana. Tutti i meriti che aveva accumulato sono stati a mio parere di fatto oscurati da questa scelta di abbandonare l’Italia e di non farsi giudicare da un tribunale italiano”. Una posizione condivisa da Stefano Cugini (Pd): “Le vie si intitolano a persone che hanno dato lustro alla città o possono essere di esempio alle future generazioni: i giovani hanno bisogno di riconoscersi in esempi, purtroppo Bettino Craxi, al netto delle posizioni che ha preso, non può essere considerato un esempio, non è una persona che è andata in esilio, ma che ha scelto la latitanza”.

“Chi si sottrae alla giustizia del paese in cui si trova dimostra una viltà molto ampia. Un uomo della sua caratura doveva avere il coraggio di farsi giudicare – ha aggiunto Andrea Pugni (5 Stelle). “Credo – il parere di Samuele Raggi (Piacenza del Futuro) – che quando un consiglio comunale si impegna a ricordare una persona debba farlo considerando il messaggio che si vuole dare ai cittadini: dal mio punto di vista Bettino Craxi ha consegnato alla mia generazione un aumento vertiginoso del debito pubblico”.

“Non abbiamo mai avuto intitolazioni di vie o piazze a personaggi politici del dopoguerra non piacentini. C’è il rischio che un’istituzione come la nostra si faccia giudice a latere di un potere dello Stato – ha invece sottolineato Gian Carlo Migli (Fratelli d’Italia), che ha chiesto a Levoni il ritiro della mozione annunciando il voto contrario -. Una valutazione positiva o negativa dell’azione politica di Craxi non può essere condizionata dall’appartenenza politica di ciascuno di noi. Non sussistono a nostro parere le ragioni per una decisione che comunque sarebbe divisiva”.

Di parere opposto invece Michele Giardino (Misto), che non ha preso parte al voto in contestazione alla modalità con cui si è svolta la seduta: “Avrei votato convintamente a favore, Craxi è una sequoia politica e insieme a lui dobbiamo riconoscere che l’Italia ha vissuto una grande stagione, merito di grandi personalità politiche; oltre a lui andrebbe intitolata una strada o una piazza a Spadolini, La Malfa, Saragat, a tutti i grandi della prima Repubblica”. Si è astenuto il gruppo di Forza Italia, mentre voto favorevole alla mozione è arrivato da Mauro Saccardi (Misto): “L’aspetto giudiziario ha offuscato le cose buone che Craxi ha fatto, ma – ha domandato – è sufficiente questo per dare una sentenza di persona non valida ad un politico così grande? Penso che un uomo debba essere ricordato per le cose giuste che ha fatto: è vero, è caduto male, ma è la storia che sarà giudice arbitro”.

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