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Limitazioni alla caccia, Agnelli (Coldiretti) “Preoccupa proliferazione incontrollata della fauna selvatica”

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“Occorre fermare l’escalation di danni, aggressioni e incidenti, purtroppo anche mortali, che sono il risultato della incontrollata proliferazione degli animali selvatici”.

È quanto afferma il presidente di Coldiretti Piacenza Ugo Agnelli in “riferimento alle limitazioni all’attività venatoria nelle cosiddette zone arancioni dell’ultimo provvedimento governativo, fra le quali rientra anche l’Emilia Romagna. La classificazione dell’Emilia Romagna in zona arancione rischia infatti di avere pesanti ripercussioni sulla proliferazione – già senza freni – della fauna selvatica”. La denuncia di Coldiretti Piacenza porta l’attenzione “sul fatto che il DPCM del 3 novembre 2020, per le regioni in collocate nella cosiddetta zona arancione, consenta la caccia solo nel comune di residenza”.

“Si tratta di una dura battuta d’arresto per le squadre attive sul nostro territorio – commenta di nuovo Ugo Agnelli -, composte non solo da elementi attivi nel proprio comune di residenza, ma anche da figure provenienti dall’intera provincia e da fuori regione: di fatto, tali misure limiteranno l’azione delle squadre fino ad azzerare, o quasi, l’efficacia dell’attività venatoria. Attività che, da tempo, non si configura più esclusivamente come ludica, ma si fa portatrice di una valenza ben più alta, legata alla protezione dell’intera collettività. Come più volte denunciato da Coldiretti, la proliferazione incontrollata della fauna selvatica, e dei cinghiali in particolare, non si limita a provocare danni alle colture, ma riguarda tutti. Sempre più spesso abbiamo notizia di incidenti stradali gravi, a volte mortali, come è capitato recentemente anche nel nostro territorio” afferma quindi il presidente in riferimento all’incidente avvenuto nella serata del 3 novembre scorso tra Fiorenzuola d’Arda e Alseno, costato la vita a un uomo di 62 anni.

“A preoccupare – prosegue Agnelli – è anche il pericolo sanitario che deriva dalla presenza a livello europeo della peste suina africana: in un periodo di grave crisi come quella che stiamo vivendo, la diffusione di questa malattia anche in Italia rappresenterebbe un vero colpo mortale alla zootecnia del nostro territorio. Un pericolo denunciato recentemente dalla stessa virologa Ilaria Capua, che ha parlato del rischio effetto domino se oltre al coronavirus la peste suina passasse in Italia dagli animali selvatici a quelli allevati. Coldiretti Piacenza, quindi, appoggia convintamente qualsiasi azione delle istituzioni volta a incentivare forme di prelievo dei cinghiali. Si tratta di un intervento assai auspicabile, di fronte alla proliferazione incontrollata e insostenibile di questa specie: basti pensare che solo nel 2019 le aziende agricole della regione hanno subito oltre 790.000 euro di danni a causa degli animali selvatici”.

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