L’ordinanza di Bonaccini non basta, l’Emilia Romagna da domenica in zona arancione

L’ordinanza di Stefano Bonaccini, varata solo ieri, non basta: l’Emilia Romagna passa in zona arancione.

Nella serata di venerdì il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato l’ordinanza che istituisce due nuove aree rosse (Campania e Toscana) e tre nuove aree arancioni (Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche): “So che stiamo chiedendo ancora sacrifici – ha scritto su Facebook comunicando il provvedimento -, ma non c’è altra strada se vogliamo ridurre il numero dei decessi, limitare il contagio ed evitare una pressione insopportabile sulle nostre reti sanitarie”.

A confermare il passaggio di fascia della nostra regione era stato già nel pomeriggio l’assessore alla Salute Raffaele Donini – intervenuto in diretta Facebook per l’aggiornamento settimanale sull’andamento dell’epidemia – spiegando che le nuove misure entreranno in vigore “per due settimane dalla giornata di domenica”: “Questo significa – ha detto – che, oltre a quelle adottate ieri con l’ultima ordinanza regionale, scatteranno altre misure di restrizione, rese necessarie perchè l’andamento epidemiologico ha portato a tanti ricoveri nei nostri ospedali”.

“Se da un lato – è entrato nel dettaglio Donini – abbiamo un rapporto positivi-tamponi minore rispetto alla media nazionale ed un indice Rt di 1.4, in calo rispetto alla scorse settimane, dall’altro registriamo un dato molto importante sul fronte dei ricoveri, che nei reparti Covid sono il 50% sul totale dei posti attivi e in terapia intensiva il 34% sempre sul totale dei posti attivi nei nostri ospedali: ed è per questo dato che noi siamo considerati per un passaggio di fascia. Ricordiamo che le nostre strutture sanitarie non stanno curando solo le persone affette da Covid, ma anche erogando la gran parte delle prestazioni programmate a livello chirurgico e ambulatoriale: siamo quindi impegnati su un doppio fronte, non possiamo permetterci di non curare e non prendere in carico le tante persone che hanno bisogno di cure”.

VIDEO – IL PUNTO SULL’EMERGENZA CON L’ASSESSORE DONINI

COSA CAMBIA – Nelle aree “arancioni” (a criticità medio-alta) – lo ricordiamo – oltre alle misure in vigore per le regioni “gialle”, sarà vietato spostarsi in entrata e uscita da una regione all’altra e da un comune all’altro, salvo comprovati motivi di lavoro, studio, salute o necessità, e viene stabilita la chiusura di bar e ristoranti sette e giorni su sette, che potranno però operare fino alle 22 per l’asporto e senza limitazioni per le consegne a domicilio. Didattica a distanza al 100% per le scuole superiori, restano chiusi palestre, piscine, teatri e cinema, mentre rimangono aperti i centri sportivi.

DOMANDE FREQUENTI SULLE MISURE ADOTTATE DAL GOVERNO

AUTODICHIARAZIONE – IL MODULO PER GLI SPOSTAMENTI

Da sabato 14 in vigore anche la nuova ordinanza regionale: prevarranno le misure più restrittive – Resta valida l’ordinanza regionale adottata ieri dal presidente Stefano Bonaccini, d’intesa col ministro Speranza, che entra in vigore sabato 14 novembre. Contiene misure che puntano ad evitare soprattutto assembramenti e situazioni a rischio contagio. Rispetto a quelle previste dall’ingresso in zona arancione, prevarranno le misure maggiormente restrittive.

Sulla base dell’ordinanza regionale, quindi, da sabato bisognerà rispettare anche regole non previste in zona arancione, a partire dal fatto che nei giorni prefestivi e festivi le grandi e medie strutture di vendita, sia con un esercizio unico, sia con più esercizi, comunque collegati, compresi i complessi commerciali, sono chiuse al pubblico, salvo che per la vendita di generi alimentari, le farmacie, le parafarmacie, le tabaccherie e le edicole. Inoltre, nei giorni festivi si aggiunge il divieto di ogni tipo di vendita, anche in esercizi di vicinato, al chiuso o su area pubblica, sempre fatta eccezione per le farmacie, le parafarmacie, le tabaccherie, le edicole e la vendita di generi alimentari.

Lo stesso avverrà con le seguenti misure: uso obbligatorio della mascherina sempre, non appena fuori di casa; attività sportiva e motoria preferibilmente in parchi pubblici, aree verdi, rurali e periferiche, mentre non sarà possibile nelle strade e nelle piazze del centro storico delle città, né nelle aree solitamente affollate; l’ingresso di un solo componente per nucleo familiare negli esercizi di vendita di generi alimentari; lo stop ai mercati comunali in assenza di regole precise di sicurezza fissate dai Comuni; la sospensione delle lezioni di ginnastica, canto e strumenti a fiato nelle scuole primarie e secondarie di primo grado.

Tutte le misure in vigore in Emilia-Romagna, le informazioni e le risposte alle domande più frequenti (FAQ), in aggiornamento continuo, sul portale della Regione, nella sezione dedicata al Covid: https://www.regione.emilia-romagna.it/coronavirus.

LE MISURE IN AREA ARANCIONE

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