L’Emilia Romagna vede “giallo”, limitazioni meno stringenti per la nostra Regione

L’Emilia Romagna vede “giallo”, limitazioni meno stringenti per la nostra Regione.

In attesa della collocazione definitiva, decisa dal ministro della Salute Roberto Speranza, sembra confermata l’assegnazione della Regione Emilia Romagna alla fascia gialla, quella con limitazioni meno stringenti secondo le disposizioni del nuovo Dpcm. Sono cambiati nel corso della giornata i colori decisi dal Governo per definire le aree a rischio, e il verde lascia il posto a un meno innocuo giallo (e a seguire arancione e rosso), ma la sostanza non cambia. “Coprifuoco” alle 22, smart working e trasporto pubblico al 50%, ad eccezione del trasporto scolastico dedicato. Sono questi alcuni dei punti contenuti nel nuovo Dpcm firmato da Giuseppe Conte nella notte. Il nuovo decreto entrerà in vigore il 6 novembre ed avrà validità fino al 3 dicembre.

Tutte le nuove misure previste dall’ultimo Dpcm – quelle riservate alle aree gialle, arancioni
e rosse – saranno in vigore a partire da venerdì 6 novembre. Una piccola proroga decisa dal Governo per consentire a tutti di disporre del tempo utile per organizzare le proprie attività.

Il “coprifuoco” durerà dalle 22 alle 5 del mattino su tutto il territorio nazionale, durante questo arco di tempo sarà possibile spostarsi solo per motivi di lavoro o di salute. Riguardo al trasporto pubblico, a bordo dei mezzi pubblici del trasporto locale e del trasporto ferroviario regionale sia consentito un coefficiente non superiore al 50 per cento, restano aperte scuole elementari e medie, didattica a distanza al 100% alle superiori. Restano chiusi i centri commerciali – ad eccezione di negozi alimentari e farmacie – nel weekend e nei festivi. Chiusi anche musei e sale bingo, mentre resta l’incentivazione allo smart working, sia nel pubblico che nel privato. I negozi di parrucchieri e estetiste restano aperti.

Come è noto, i provvedimenti del Governo sono declinati in base ad aree di criticità: rosse, arancioni e gialle (non più verdi). Nelle prossime ore verranno comunicate le classificazioni delle Regioni, in base all’indice Rt e ad altri criteri. Tra le differenze principali figurano le chiusure di ristoranti, bar e pasticcerie oltre al divieto di spostamenti al di fuori del proprio Comune di residenza (in zone arancioni), didattica distanza già dalla seconda media, chiusura di tutti i ristoranti e negozi, ad eccezione di quelli alimentari, divieto di spostamenti interni (in aree rosse).

Provvedimenti contestati dai Governatori: come ha detto Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza Stato – Regioni. “Destano forti perplessità – ha detto – perché comprimono ed esautorano il ruolo e i compiti delle Regioni e delle Province autonome, ponendo in capo al Governo ogni scelta e decisione sulla base delle valutazioni svolte dagli organismi tecnici”.

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