“Regione come tutelerà i malati oncologici in questa nuova ondata covid?”

“Quali misure per tutelare i malati oncologici durante questa nuova ondata di CoviD 19?”.

Lo chiedono, con una interrogazione alla Giunta Bonaccini, i consiglieri regionali della Lega, primo firmatario il capogruppo Matteo Rancan, secondo cui “in diversi ospedali del Servizio Sanitario Regionale l’attività programmata procrastinabile è già stata rinviata a data da destinarsi”. Alla Giunta regionale gli esponenti emiliano romagnoli del Carroccio chiedono poi se si ha “intenzione di potenziare la chirurgia e rinnovare la dotazione strumentale e tecnologica per gli screening diagnostici e la radioterapia nelle strutture ospedaliere del territorio, in modo da poter trattare e guarire molti malati oncologici”.

Per la Lega “occorre tutelare il diritto alla prevenzione e alle cure ed è necessario attivarsi nei confronti del Governo nazionale, affinché provveda urgentemente ad approvare il nuovo Piano oncologico nazionale (visto che l’ultimo è scaduto dal 2016), che ponga al centro della programmazione le reti oncologiche regionali, tenuto conto dell’Accordo Stato – Regioni del 17 aprile 2019) e che sia coordinato con il Piano oncologico europeo che verrà adottato a novembre 2020; evitando provvedimenti estemporanei e occasionali già adottati, ma preferendo una strategia complessiva per l’oncologia”, senza ignorare “iniziative volte a potenziare l’assistenza oncologica domiciliare e territoriale” che la prima fase del lockdown ha dimostrato essere il nervo scoperto della assistenza sanitaria regionale.

Rancan e gli altri consiglieri regionali della Lega a sostegno della loro richiesta di impegno da parte della Giunta Bonaccini rilanciano le parole del Presidente della Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia (Favo) e past president della European cancer patient coalition (Ecpc), secondo cui “l’emergenza sanitaria da Covid – 19 si è abbattuta come uno tsunami per i malati di cancro, come dimostrano, da una parte i numeri e le statistiche sul mancato accesso ai trattamenti terapeutici e alle diagnosi precoci e, dall’altra, le proiezioni che prevedono un allarmante incremento di decessi dovuti anche al blocco degli screening. Uno studio dell’European Jurnal of Cancer ha evidenziato come su 18.650 pazienti oncologici colpiti dal virus, 4.243 sono deceduti; nei pazienti neoplastici il decorso dell’infezione da Covid – 19 risulta più sfavorevole sotto il profilo del fabbisogno di ricovero in terapia intensiva e dell’incidenza dei decessi, determinando un tasso di mortalità complessivo pari al 25,6 per cento (Aiom ad Esmo 2020).

Anche lo Studio Teravolt, Lancet Oncology 2020, S1470 – 2045(20)30314 – 4 prova che il tumore, se in fase attiva, determina un andamento peggiore dell’infezione da Covid – 19, incrementando il tasso di mortalità, fino al 35% nel caso di neoplasia toracica. Inoltre, come documentato dal Rapporto Istat: “Impatto dell’epidemia Covid – 19 sulla mortalità: cause di morte nei deceduti positivi a Sars – Cov – 2”, il 12% dei decessi registrati in Italia durante la pandemia ha riguardato persone con diagnosi di cancro che è tra le concause più frequenti che contribuiscono alla morte dei pazienti. (nota stampa Lega Emilia Romagna)

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